Matteo Salvini a RTL 102.5: “In Spagna bilancio pesantissimo”. Sul decreto armi: “Sono convinto che questo sarà l’ultimo”

Matteo Salvini a RTL 102.5: “In Spagna bilancio pesantissimo”. Sul decreto armi: “Sono convinto che questo sarà l’ultimo”

Matteo Salvini a RTL 102.5: “In Spagna bilancio pesantissimo”. Sul decreto armi: “Sono convinto che questo sarà l’ultimo”   Photo Credit: ANSA/ANGELO CARCONI


19 gennaio 2026, ore 10:35

Il vicepremier commenta le contromisure europee: “L’Ue non può permettersi di fare il bullo”

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vicepremier, Matteo Salvini, interviene a RTL 102.5 in merito alle ultime notizie di attualità. All’interno di Non Stop News, con Enrico Galletti, Giusi Legrenzi, Massimo Lo Nigro e Lucrezia Bernardo.


SPAGNA: IL DERAGLIAMENTO DI DUE TRENI E 39 VITTIME

«È pesantissimo, stiamo seguendo da ieri sera. Ovviamente le istituzioni italiane e le ferrovie dello Stato sono a disposizione per qualsiasi tipo di sostegno e di supporto. Non sono ancora chiare le cause, anche perché l'incidente, lo scontro tra due treni è avvenuto su un rettilineo. Alcuni quotidiani spagnoli parlano di problemi all'infrastruttura, però con così poche ore e con tanti feriti che sono ancora intrappolati nelle lamiere è difficile ipotizzare qualcosa. Noi siamo presenti in Spagna con treni nuovissimi, che hanno tre o quattro anni di vita e che organizzano l'alta velocità però in questo momento possiamo solo essere vicini alle autorità e ai colleghi ferrovieri spagnoli e seguire i soccorsi. Per quello che riguarda le linee italiane, ricordo a chi ci ascolta in questo momento in macchina o anche in treno con le cuffiette, che noi oggi abbiamo circa 1.300 cantieri aperti per sistemare la rete ferroviaria italiana che è un numero di cantieri mai avuto in precedenza e nonostante questo nella giornata media viaggiano più di 10.000 treni e trasportano più di 2 milioni di persone. Quindi, stiamo facendo uno sforzo che non ha precedenti nei decenni passati per rendere la rete quanto più sicura, moderna ed efficiente Purtroppo, nel convoglio coinvolto ci sono ancora alcuni feriti intrappolati perché le autorità e i soccorritori non sono ancora riusciti a entrare in tutte le parti di uno dei convogli coinvolti, quindi preghiamo e accompagniamo. Temo che il bilancio possa non essere definitivo».


SCUOLA: NUOVE MISURE DOPO LA TRAGEDIA DI LA SPEZIA

«Il decreto è in lavorazione da alcuni mesi perché non possiamo essere veloci ma né riusciamo ovviamente a inseguire le cronache quotidiane, che ahimè non sono particolarmente felici. In questo decreto era già previsto il divieto di possesso, tranne per giustificati motivi per lavoro, di lame di qualsiasi genere soprattutto da parte dei ragazzi. In alcune scuole problematiche già i presidi avevano chiesto controlli a campione delle istituzioni e metal detector, e bene ha fatto il ministro della scuola, ribadiamo non in tutte le scuole chiaramente, ma su richiesta delle autorità scolastiche. Detto questo, io sono vicinissimo alla famiglia del ragazzo accoltellato in classe. Quello che mi ha colpito da padre, più che da ministro, è il fatto che la scuola, al di là di episodi condannabilissimi di bullismo e di aggressioni, essere accoltellato a morte mentre studi al tuo banco in classe è qualcosa di mai verificatosi. Ecco, sono vicinissimo ai parenti che hanno detto che è colpa della scuola. Io temo che se un ragazzo di quell'età esce da casa sua con un coltello di 20 centimetri, il problema sia a casa, sia la famiglia, sia la mancanza di educazione, sia la mancanza di integrazione e quindi su questo ripeto, anche sui minori non integrati, nel decreto ci sono alcuni provvedimenti con la cessazione dell'accoglienza per chi commette reati o si comporta in maniera non compatibile con quelli che sono i nostri diritti e le nostre libertà. È chiaro che non puoi militarizzare però ci sono alcune scuole problematiche. Questa mattina il ministro Valditara, ad esempio, è nella mia città, alle porte di Milano, a Rozzano e poi nel quartiere Sant'Ambrogio, nella periferia sud. È chiaro che sono alcune realtà con tassi di studenti stranieri superiori al 50%, non è automatica evidentemente. È chiaro che se c'è una quantità di etnie e di presenze con difficoltà anche a parlare italiano con famiglie problematiche in alcuni quartieri, lì più che altrove l'attenzione va portata».


LE CONTROMISURE DELL’UE ALLA MINACCIA DI NUOVI DAZI

«Innanzitutto il futuro della Groenlandia è in mano ai groenlandesi. Maduro era un dittatore e non mi sembra che in Groenlandia ci siano dittatori, altro paio di maniche che è l'Iran, dove ad oggi ci sarebbero più di 16 mila morti per mano dello pseudo governo islamico al potere in Iran. Quello che colpisce però è la reazione disunita, disorganizzata e scoordinata dell'Europa: sembra quasi che ci siano due europee, una comandata da Parigi e da Berlino che manda soldati, ritira soldati, annunci sanzioni e promette bazooka, questo anche sul fronte Ucraina, non so se vi ricorda i volenterosi; e poi che ci siano altri paesi europei più prudenti, più dialoganti e più ragionevoli come l’Italia, che fortunatamente non manda soldati ogni quarto d'ora di qui e di là. Altro paio di maniche è Gaza, quindi garantire una seconda fase di ricostruzione di riconciliazione, quindi di esserci a Gaza per portare la pace in quei territori fra Israele e Palestina. Per quello che mi riguarda, è assolutamente fondamentale prima di mandare soldati in Groenlandia o da qualche parte del mondo, a Parigi e a Berlino dovrebbero però pensarci. Che poi l'atteggiamento americano non sia quello diplomaticamente conosciuto nei decenni, mi sembra mai evidente però dobbiamo farci i conti. Lì c'è Nato contro Nato, non è Putin brutto e cattivo che è un pericolo al mondo, qua ci dovrebbero essere truppe di paesi Nato contro truppe di altri paesi Nato, rischiamo veramente il ridicolo. Quindi l'atteggiamento prudente del governo italiano, ripeto, a differenza ad esempio di Macron che usa parole di guerra anche in questo fronte, qualche giornale stava ipotizzando che volesse semplicemente sostituirsi come procacciatore di affari e di armi al governo americano. Ecco questa onnipresenza e questa mania di protagonismo ovunque di Macron, che mi sembra abbia problemi evidenti in patria, qualche dubbio lo solleva. Bene fa il governo italiano a mantenere un atteggiamento più prudente. Qualcuno all'ascolto si vede Macron fronteggiare Trump? Seriamente? Ammesso e non concesso che l'atteggiamento che io non condivido sia quello “A un bullo si risponde da bulli” mi sembra che tutto Bruxelles possa permettersi di fare, fuorché atteggiarsi da bullo perché mentre Stati Uniti e Cina si fronteggiano a colpi di innovazione, di satelliti, di startup, di ricerca e di libertà economiche, negli Stati Uniti meno liberà economica in Cina, ma sono stato in missione a luglio e qua si discetta di come fare o non fare un ponte, una ferrovia o una galleria, in Cina hanno fatto 48mila chilometri di alta velocità in pochi anni. Ovviamente io mi tengo stretta la mia democrazia, però mentre Stati Uniti e in Cina innovano e guardano al futuro e pensano allo spazio, Bruxelles regolamenta e fa gli accordi sul Mercosur facendo arrabbiare gli agricoltori di mezza Europea, quindi non penso che nessuno possa permettersi a Bruxelles o a Parigi possa permettersi di fare il bullo. Penso che sia più utile per noi, per gli italiani e gli europei, avere istituzioni europei che pensano alla diplomazia, agli accordi, al lavoro e questo vale anche per il conflitto fra Russia e Ucraina. Mi auguro che sia l'ultimo anno di conflitto e che si torni a lavorare per il dialogo, perché entrare in guerra costante contro la Russia non è interesse di nessuno».


ARMI IN UCRAINA

«C'è un tavolo di confronto aperto che nei tre anni precedenti non c'era, aiutiamo questo tavolo come chiede di fare il Santo Padre e quindi grazie alla Lega al governo si parla di sostegno difensivo di aiuti strategici, logistici, umanitari, sanitari e si lascia sullo sfondo il tema della guerra, di armi da guerra, di missili, di carri armati men che meno di truppe da inviare, quindi cogliamo lo spiraglio di pace che, grazie a Trump, in questo caso bisogna dirlo, si è aperto fra Russia e Ucraina, quindi conto che non ci sia più necessità di mandare armi anche perché adesso vi sono più fronti aperti tra Venezuela, Groenlandia, Medio Oriente, Iran, un domani Dio non voglia Taiwan. Perché a questo punto, se prevale la legge del bullo, l'Europa, visto che non può mettersi a competere sul fronte militare con potenze nucleari come Stati Uniti, Cina e Russia, evidentemente deve tornare esercitata e l'arte del dialogo e della diplomazia, cosa per cui è nata. Sono convinto che questo sarà l’ultimo decreto armi, ma penso che ci siano elementi sufficienti per dire che sia l'ultimo».


OLIMPIADI MILANO-CORTINA 2026

«Stamattina sarò in Lombardia, prima Lecco e poi in Valtellina a inaugurare ponti e strade. Sto seguendo un dossier che porterà in Italia più soldi, più lavoro e più ricchezza di quanti noi non ne stiamo investendo, per altro per opere che rimarranno anche dopo. Settimana prossima sarò in Cadore per l'inaugurazione di alcune gallerie, il villaggio olimpico di Milano diventerà un grande studentato universitario, quindi ne vale assolutamente la pena e come ministro, con la delega, e la società Milano Cortina, ovviamente i miei giorni e le mie notte sono piuttosto impegnate. Pensate che la pista di bob che abbiamo fatto, nonostante tutto e tutti, ha già oggi prenotazioni per i prossimi cinque anni, da parte di atleti, di federazioni di tutto il mondo. Quindi a differenza di altri grandi eventi italiani, quello che stiamo costruendo adesso non rimarrà un buco, un problema o un'incompiuta come spesso in passato ahimè è avvenuto».



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