Matteo Salvini a RTL 102.5: "Molti parlamentari più che alle bollette della luce o allo sconto benzina stanno pensando alla rielezione del prossimo anno. Elezioni anticipate? Non ci credo"

Matteo Salvini a RTL 102.5: "Molti parlamentari più che alle bollette della luce o allo sconto benzina stanno pensando alla rielezione del prossimo anno. Elezioni anticipate? Non ci credo"

Matteo Salvini a RTL 102.5: "Molti parlamentari più che alle bollette della luce o allo sconto benzina stanno pensando alla rielezione del prossimo anno. Elezioni anticipate? Non ci credo"


23 giugno 2022, ore 09:27

Il Presidente della Lega, Matteo Salvini, è stato ospite questa mattina a RTL 102.5 durante “Non Stop News” con Giusi Legrenzi, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro

Il Presidente della Lega, Matteo Salvini, questa mattina in “Non Stop News” ha parlato della crisi del M5S, dell'invio di armi in Ucraina e di Quota 100.


LA CRISI DEI CINQUE STELLE

Matteo Salvini e Luigi Di Maio si sono sentiti? “No. Onestamente non metto il becco in casa altrui anche perché i problemi degli italiani non sono se vince Conte o se vince Di Maio non essendo il derby Milan-Inter. Ieri finalmente dopo settimane di attesa il governo ha approvato il decreto per gli sconti bollette luce e gas. Spero che le beghe dei cinque stelle non occupino le pagine dei giornali per altre settimane perché rallentano, ovviamente, tutto quello che bisogna fare”, ha detto Salvini. “Ad esempio il decreto siccità. Se piove o non piove non è nella disponibilità di Salvini o del Parlamento e visto che non piove da troppo tempo in buona parte d’Italia occorre dare subito i soldi necessari agli agricoltori ed allevatori per evitare la fame. Non vorrei che queste beghe rallentassero quella che è la vita reale. I raccolti non aspettano e se l’acqua non piove dal cielo occorre lavorare con quella che c’è in terra”.
È stato lo stesso Salvini ad affermare che Luigi Di Maio, con il suo ruolo di ministro, potrebbe rappresentare un problema. “Con una guerra in corso che spero e lavoro in ogni maniera perché finisca il prima possibile, avere un Ministro degli Esteri senza partito sicuramente per un Paese importante come l’Italia non è il massimo della vita. Non siamo noi a chiedere mezza poltrona in più o in meno. Sicuramente che il Ministro degli Esteri abbia fatto la scelta di lasciare il partito con cui è stato eletto con una guerra in corso, con delle trattative, con la ricerca del gas, poteva succedere solo in Italia”, ha commentato l’onorevole. “Detto questo, stiamo qui a commentare i problemi di Conte e di Di Maio per quindici giorni? Magari voi sì perché dovete farlo giornalisticamente parlando, io no. Ad esempio lo sconto benzina deve essere rinnovato entro i prossimi giorni e stiamo lavorando come Lega perché sia anche superiore a venticinque centesimi al litro, il prezzo arriva a due euro e venti al litro ora. Non può essere un’estate di sangue dal punto di vista del consumo”.
Alla luce del cambio di fisionomia del Movimento Cinque Stelle e di ciò che abbiamo visto in questi giorni, quando si deve andare a votare secondo Salvini? È d’accordo con il voto anticipato? “Non penso che questo Parlamento si manderà a casa, si inventeranno partiti per sopravvivere. Penso che una parte dei parlamentari che abbiano seguito Di Maio lo abbiano fatto perché nei Cinque Stelle c’è la regola del doppio mandato, non si fa il terzo e vai a casa”, ha risposto Salvini. “Qui c’è gente che vuole essere rieletta. Penso che molti parlamentari più che alle bollette della luce o allo sconto benzina stanno pensando alla rielezione dell’anno prossimo. Non credo alle elezioni anticipate”.

DRAGHI E L’INVIO DI ARMI IN UCRAINA

Il Premier Mario Draghi ha detto che chi è contro l’invio di armi, vuole che l’Ucraina si sottometta. Qual è la posizione di Salvini in merito all’invio di armi? “Aiutare l’Ucraina a difendersi è stato un obiettivo di tutto il mondo fin dal primo minuto. Siamo al quarto mese di guerra, ormai la maggior parte dei Paesi al mondo e la stragrande maggioranza degli italiani crede che a parlare sia la diplomazia, che l’arma più forte torni ad essere il dialogo”, ha detto Matteo Salvini. “Stiamo accogliendo centocinquantamila bimbi e donne dall’Ucraina, questi sono profughi veri in fuga da una guerra vera, ben diversi da quelli che sbarcano a migliaia sulle coste calabresi, pugliesi e siciliane con il telefonino e le scarpette da tennis. L’invio di armi a oltranza non è sicuramente la soluzione”.
In Parlamento, però, è andata diversamente. “In Parlamento il Premier Draghi ha parlato di pace, di cessate il fuoco, di disarmo, di difesa dell’Ucraina soprattutto quello che si faceva e votava due mesi fa, centrale è stato il tema del cessate il fuoco. Pensate a Macron che giustamente dice che bisogna riportare le parti intorno al tavolo. Leggo oggi l’intervista di Boris Johnson, lui pensa che la guerra debba andare avanti a oltranza. Io penso e spero di no. Se questa guerra andrà avanti per i lavoratori italiani, oltre che per le vittime in Ucraina, sarà un disastro”, ha detto Salvini. “Qua c’è qualcuno che parla di guerra e armi e facendo questo mette a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro in Italia. Tanto prima finisce la guerra, tanto prima si potrà tornare a lavorare. Poi si aggiungono i geni di Bruxelles che mettono fuori legge le auto a benzina e diesel dal 2035 con il voto contrario della Lega per fare un favore alla Cina. Non si aiuta l’ambiente perché i diesel ultima generazione emettono sostanzialmente zero, e si mettono l’Italia e l’Europa nelle mani della Cina rischiando di licenziare centomila operai. Ditemi voi la follia ideologica del tutto elettrico domani mattina, che senso ambientale, economico e lavorativo ha”.


QUOTA 100

È stato pubblicato uno studio in cui si dice che le richieste sono state ben al di sotto rispetto a ciò che si attendeva. Possiamo definirlo un flop? “380mila sono già in pensione, si pensa possano arrivare a mezzo milione. 380mila che non ce la facevano più dopo trentotto, quarant’anni di lavoro. Sono orgoglioso di questa scelta che ha permesso diritto alla pensione sacrosanta a centinaia di migliaia di italiani e soprattutto ha lasciato quei posti di lavoro liberi per i giovani. Entro il 31 dicembre se il parlamento non farà nulla tornerà in vigore la Legge Fornero, ovvero cinque anni di lavoro in più, fino a 66 e 67 anni per poter andare in pensione”, ha detto l’onorevole Salvini. “Dopo la pandemia e con una guerra in corso, allungare l’età pensionabile di cinque anni sarebbe un record a livello europeo, sarebbe assurdo. Stiamo lavorando per Quota 41, quarantuno anni di lavoro sono più che sufficienti per potersi godere qualche anno di famiglia”.


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