Matteo Salvini a RTL 102.5: “Venerdì prorogheremo il taglio delle accise sui carburanti”

Matteo Salvini a RTL 102.5: “Venerdì prorogheremo il taglio delle accise sui carburanti”

Matteo Salvini a RTL 102.5: “Venerdì prorogheremo il taglio delle accise sui carburanti”   Photo Credit: ANSA/US CHIGI


19 maggio 2026, ore 13:00 , agg. alle 13:15

Il Vicepremier e Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, interviene a RTL 102.5 in merito alle ultime notizie di attualità. All’interno di Non Stop News, con Enrico Galletti, Massimo Lo Nigro e Lucrezia Bernardo

LA VICENDA DI MODENA E LA SICUREZZA IN ITALIA

«I cittadini all'ascolto, i modenesi soprattutto, non hanno bisogno di dotte analisi, conoscono la realtà. Aspettiamo i risultati degli inquirenti. Certo, se uno scrive alla sua università “Bastardi cristiani, brucio voi e Gesù Cristo, dovete darmi un lavoro”, tanto integrato non è. Doppia cittadinanza, genitori di origine nord-africana; quindi, cosiddetta “seconda generazione” che in molti casi presenta difficoltà di integrazione evidenti. Ma più che sulle analisi mi interessa lavorare sulle soluzioni. Soluzioni non improvvisate in tre giorni. C'è già in Parlamento, in prima commissione alla Camera, una proposta di legge della Lega per permettere la revoca delle cittadinanze in casi di gravi reati commessi, quindi non è che l'abbiamo messa lì per Modena. È un ragionamento che deriva dal fatto che l'Italia è uno dei Paesi europei che concede più cittadinanze in assoluto, ce la giochiamo con la Spagna. Molti di questi cittadini se la strameritano questa cittadinanza, perché li incontro quotidianamente su tanti dei cantieri che abbiamo aperti su strade, autostrade, ferrovie, nei porti, negli aeroporti, ma una piccola parte di questi cittadini non si meritano la fiducia e i soldi che gli italiani consentono con i permessi di soggiorno e con le cittadinanze. Quindi in presenza di gravi reati, stupri, omicidi, rapine, atti terroristici è già possibile, la revoca di questo patto di fiducia mi sembra assolutamente necessaria. Poi parlo di Milano, perché ad esempio occorre investire sulle forze dell'ordine. La caserma dove io feci il militare nel 95, coi soldi del mio mistero ha i lavori in corso quasi ultimati, ospiterà 1.200 poliziotti. E aggiungo la riflessione sul taser, purtroppo molti sindaci di sinistra, di grandi città, penso a Milano ad esempio, non dotano gli agenti di polizia locale del taser, della pistola a impulsi elettrici, il che significa meno sicurezza. Quindi al di là dell'analisi, il problema non è l'attentatore che ha rischiato una strage ma è Salvini. Però lascio a questi giornalisti la loro ideologia che li acceca perché purtroppo in grandi e piccole città c’è il problema della mancata integrazione delle seconde generazioni, baby gang, maranza. Ecco ieri grazie al taser qua in stazione centrale Milano la polizia ferroviaria ha fermato un africano che è entrato con la mannaia, che è salito in treno con una mannaia. Ecco non so se è tutto disagio psichico, ma occorre porre rimedio a questo dilagare evidentemente e noi le proposte le stiamo portando avanti. La legge c'è già, solo per gravi atti terroristici, ma la domanda che io faccio ai miei colleghi di maggioranza, alle opposizioni è “Se io concedo un permesso di soggiorno o anche una cittadinanza a qualcuno che poi stupra, uccide o spaccia, ho diritto di rimettere in discussione l'atto di fiducia, il patto che ho sancito con questo cittadino oppure non posso fare nulla?”. Ecco la politica deve proporre, approvare e risolvere».


PATTO DI STABILITÀ: LA DEROGA DI GIORGIA MELONI

«Dopo la guerra in Iran sono aumentati di molto i costi dell'energia, diesel, benzina, luce, gas e questo influisce sulla vita delle famiglie e sulla vita di tantissime imprese che hanno vinto appalti o sottoscritto contratti con prezzi dei carburanti dell'energia di molto inferiori rispetto a quello che affrontano oggi e quindi il governo deve metterci una parte dei soldi che famiglie e imprese non avevano preventivato oppure fermiamo l'Italia, fermiamo i camion, fermiamo i cantieri, fermiamo i mezzi pubblici. Noi cosa chiediamo all'Unione Europea? Non soldi di altri, non soldi di Bruxelles, di Parigi o di Berlino, semplicemente di poter usare soldi che l'Italia incassa per aiutare le famiglie e imprese in difficoltà, così come l'Europa oggi ci permetterebbe di fare per comprare armi. Il nostro ragionamento è voi ci permettete di superare i vincoli ormai insensati del patto di stabilità per comprare armi, vi chiediamo, insieme alle spese per la sicurezza, di poter affrontare anche spese per l'energia, per le imprese, per le famiglie, per i cantieri. La risposta ad oggi è no, quindi cosa facciamo? Sempre nell'ottica che dicevo prima, la politica che propone e risolve. Immagino che chiederemo noi come governo italiano non la possibilità per tutti i paesi europei di derogare, ma di farlo noi con i nostri soldi per i nostri cittadini, i nostri agenti di commercio, i camionisti e i nostri imprenditori e penso proprio che dovranno dirci di sì perché aprire un'infrazione europea, perché uno Stato vuole aiutare famiglie e imprese di difficoltà per due guerre in corso, mi sembra folle. Ricordo sottovoce a chi ci ascolta che l'Italia è un contribuente netto dell'Unione Europea. Dal 2000 ad oggi abbiamo versato nelle tasche di Bruxelles più di 100 miliardi di euro in più rispetto a quelli che sono tornati indietro e quindi evidentemente avremo maturato qualche diritto oppure i diritti ce li abbiamo quando si paga, ma non quando chiediamo di spendere. Ma ripeto, non spendere per i banchi con le rotelle o per i redditi di cittadinanza. Venerdì scade il taglio delle accise e poi dovremmo prorogare sicuramente, però ad esempio per le migliaia di autotrasportatori, questo taglio è sostanzialmente irrilevante. Quindi lì noi abbiamo la riunione venerdì con tutte le sigle dell'autotrasporto per ravvivare un credito d'imposta e trovare alcune centinaia di milioni di euro per coprire dei bilanci che altrimenti sono in perdita. Ricordo che gli autotrasportatori hanno convocato uno sciopero nazionale per tutta la settimana prossima e hanno ragione, non solo come quelli di ieri dell'USB che hanno convocato lo sciopero sulle ferrovie e a scuola, peraltro con adesione scarsissima, per solidarietà alla Flotilla Palestinese. Per carità ognuno sciopera per quello che vuole, però i camionisti hanno ragione. Dobbiamo potervi aiutare perché fermare per una settimana i camion vuol dire avere i negozi vuoti e l’Italia nel caos e mi stupisce che a Bruxelles qualcuno non si renda conto della situazione. La cosa assurda è che dicono è vero la situazione è grave ma siccome non è ancora gravissima aspettate a intervenire. Follia. Come il medico che si vede arrivare il malato in pronto soccorso dice è grave ma siccome non è ancora gravissimo o moribondo, non intubiamolo. Ecco non so se chi è all'ascolto si rende conto che qua non si tratta di essere leghisti sovranisti euroscettici ma si tratta di scegliere se fermare un Paese o se permettere a un governo, che magari non starà simpatico a qualcuno a Bruxelles, di spendere i soldi degli italiani per aiutare altri italiani».


CREDITO D’IMPOSTA PER GLI AUTOTRASPORTATORI

«Tenete presente che è circa un miliardo per ogni mese e ripeto le norme europee metterebbero in discussione questa nostra volontà perché dicono che stiamo aiutando troppo automobilisti, lavoratrici e lavoratori ma lo decideremo noi quanto e come vogliamo aiutare chi è in difficoltà per l'aumento dei costi dopo questa maledetta guerra».



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