Medio Oriente, accordi in bilico tra Usa e Iran. Secondo Israele non vale il 'cessate il fuoco' in Libano
Medio Oriente, accordi in bilico tra Usa e Iran. Secondo Israele non vale il 'cessate il fuoco' in Libano Photo Credit: ANSA
10 aprile 2026, ore 15:10
Non tacciono le bombe nel Paese dei Cedri, nonostante siano previste trattive da domani in Pakistan tra i mediatori di Washington e Teheran. Bloccato lo stretto di Hormuz 'disseminato di mine'
Sono circa un migliaio le navi all’ancora nel Golfo, e la strozzatura di Hormuz non sembra allargarsi. Sarebbero appena 3 i cargo che hanno superato lo stretto verso le proprie destinazioni e si sono tenute a ridosso delle coste iraniane perché lo specchio centrale di Hormuz sarebbe disseminato di mine. In questo caos non solo comunicativo, il prezzo del petrolio oscilla come le maree nello specchio d’acqua del Golfo, ieri il brent ha nuovamente superato i 100 dollari al barile, per poi attestarsi intorno ai 97 dollari.
HORMUZ: NON PIU' DI 15 NAVI AL GIORNO
Il nodo del passaggio, dunque, è quello che rende fragile la trattativa che prenderà il via domani in Pakistan tra Iran e Usa, per la cessazione delle ostilità. Imbarazzante’ secondo il presidente Trump, il comportamento di Teheran, che, comunque, concederà l’attraversamento a sole 15 navi al giorno. Prima dell’inizio del conflitto ne passavano circa 140. Dunque, la strozzatura diventa anche quella per la fornitura di energia globale, attraverso lo stretto passava circa il 20% del petrolio mondiale.
I DAZI DEI PASDARAN
‘Non era questo l’accordo’ ha vergato sul suo social il capo della Casa Bianca quando si è accorto che non è l’apertura incondizionata da lui annunciata qualche giorno fa. In tutto questo tiene anche banco la notizia non ufficiale secondo cui l’Iran stia chiedendo il pagamento di un pedaggio per attraversare lo stretto in sicurezza. Trump ha fortemente criticato e ha intimato la sospensione immediata del balzello, che, si vocifera, possa arrivare fino a 2 milioni di dollari, un dollaro a barile. ‘Pessima gestione del petrolio. Questo non è l'accordo che abbiamo fatto’ ha vergato il Tycoon sul suo social Truth. Ma nei giorni scorsi, il presidente aveva paventato una collaborazione con la Repubblica Islamica davanti alla minaccia di porre dei dazi (cari al presidente) per le petroliere di passaggio. “Faremo un sacco di soldi” aveva scritto l’ex immobiliarista, ricordando le sue origini, in un post.
NIENTE TREGUA IN LIBANO
Islamabad, intanto, alza il livello del dispositivo di sicurezza interna, mentre il vicepresidente JD Vance, che guiderà i mediatori statunitensi, è in viaggio verso il Medio Oriente. Incerto, invece l’arrivo della delegazione iraniana, già presente per alcuni media, ma Teheran ha smentito. Secondo alcune fonti iraniane la squadra negoziale non metterà piede in Pakistan fin quando non sarà rispettato il cessate il fuoco in Libano. Intanto, continuano i bombardamenti israeliani sul Paese dei Cedri, nel settore meridionale. E se il premier israeliano, Netanyahu su pressioni di Trump aveva aperto a negoziati diretti con il Paese, il capo di Stato Maggiore di Tel Aviv, Eyal Zamir, ha affermato che i combattimenti continueranno nel Libano del sud e che Israele è in stato di guerra contro il paese confinante, almeno finché Hezbollah non sarà completamente annientato.
