Medio Oriente, Israele afferma di aver ucciso il capo della sicurezza Larijani e il comandante Soleimani, ma da Teheran non ci sono conferme
Medio Oriente, Israele afferma di aver ucciso il capo della sicurezza Larijani e il comandante Soleimani, ma da Teheran non ci sono conferme Photo Credit: EPA/WAEL HAMZEH
17 marzo 2026, ore 16:00
L'annuncio arriva dal ministro della difesa israeliano Katz che, in un breve video, afferma che i due leader iraniani "sono all'inferno". L'Iran non conferma e su Telegram e X di Larijani spunta un messaggio del segretario "I nemici dicono di vermi colpito, ma è propaganda"
NUOVO RAID ISRAELIANO NELLA NOTTE, GLI OBIETTIVI LARIJANI E SOLEIMANI
La guerra in Medio Oriente continua, con un nuovo raid notturno israeliano che ha colpito duramente la leadership iraniana. Secondo conferme riportate dal ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale e figura chiave del regime, è stato ucciso durante l’operazione. Larijani era considerato l’uomo più influente del governo di Teheran e tra i principali responsabili della repressione delle proteste di gennaio. Nell’attacco sarebbe morto anche Gholamreza Soleimani, comandante della forza paramilitare iraniana da sei anni.
LE PAROLE DI KHAMENEI E LE VOCI SULLE CURE MEDICHE IN RUSSIA
La notizia arriva in un contesto di forti tensioni diplomatiche e militari. L’ayatollah Mojtaba Khamenei, nuovo leader supremo, ha respinto qualsiasi proposta di cessate il fuoco avanzata tramite intermediari, sostenendo che la pace non potrà arrivare finché Stati Uniti e Israele “non saranno messi in ginocchio” e non avranno accettato una sconfitta ufficiale. Circolavano voci secondo cui Khamenei si sarebbe recato in Russia per cure mediche a seguito del raid israelo-americano del 28 febbraio, in cui è stato ucciso il padre e altri membri della sua famiglia, ma l’ambasciatore iraniano a Mosca ha categoricamente smentito. Anche il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha evitato commenti diretti sulla questione.
TEHERAN RISPONDE ATTACCANDO L'AMBASCIATA USA A BAGHDAD, MENTRE TIENE BANCO LA QUESTIONE HORMUZ
Intanto, Baghdad è stata teatro di attacchi con droni e razzi contro l’ambasciata statunitense, provocando un’esplosione visibile dall’esterno e una colonna di fumo nero. Un precedente drone aveva colpito un hotel dove alloggiava personale internazionale, tra cui italiani, senza però causare feriti. Parallelamente, l’IDF ha intensificato gli attacchi simultanei su Teheran e Beirut, colpendo infrastrutture legate a Hezbollah e presunti obiettivi terroristici. Sul fronte politico, Donald Trump ha lanciato un avvertimento all’Alleanza Atlantica: se la NATO non interverrà per riaprire lo Stretto di Hormuz, le conseguenze saranno “molto negative”. Il tycoon ha precisato che almeno sette Paesi avrebbero offerto supporto e ha citato in particolare la Francia, sottolineando come la gestione della crisi richieda collaborazione internazionale.
