Mondiale 2026, sogno negato a molti tifosi: visti e burocrazia frenano la trasferta negli USA

Mondiale 2026, sogno negato a molti tifosi: visti e burocrazia frenano la trasferta negli USA

Mondiale 2026, sogno negato a molti tifosi: visti e burocrazia frenano la trasferta negli USA   Photo Credit: EPA/STEPHEN BRASHEAR


07 giugno 2026, ore 11:30 , agg. alle 13:13

Biglietti acquistati ma permessi negati: procedure lente e costose escludono molti supporter africani e asiatici, tra proteste e delusione crescente

Tra sogni di viaggio e scartoffie respinte, il Mondiale 2026 sta già mostrando il suo lato più amaro per molti tifosi internazionali, soprattutto quelli che avevano programmato la trasferta negli Stati Uniti per seguire le proprie nazionali. A fronte di biglietti acquistati e spese di viaggio già sostenute, si sta infatti rivelando decisivo — e per molti insormontabile — il nodo dei visti d’ingresso.

IL PROBLEMA DEI VISTI E LA BUROCRAZIA

Il problema, noto da tempo ma esploso solo nelle ultime settimane, riguarda in particolare cittadini provenienti da Paesi africani e asiatici. Molti di loro si sono trovati bloccati nonostante avessero già in mano i tagliandi per le partite del torneo. La burocrazia americana, unita a procedure lunghe e costose, ha finito per trasformare l’attesa del grande evento in una corsa a ostacoli. A riportare le numerose testimonianze è stata anche la stampa internazionale, tra cui il quotidiano francese L’Équipe, che ha raccolto le storie di diversi tifosi rimasti esclusi. Tra questi c’è Babacar, supporter senegalese convinto da mesi di poter assistere alle gare della sua nazionale, impegnata in un girone che include anche la Francia. Il suo entusiasmo si è però scontrato con la realtà dei documenti: “Ho rinunciato – racconta – perché la procedura era troppo complessa e costosa, tra moduli e acconti richiesti”.

LE RESTRIZIONI DI WASHINGTON E LE PROCEDURE CONSOLARI

La questione è legata anche alle restrizioni imposte da Washington ai cittadini di una cinquantina di Paesi considerati a rischio di permanenza irregolare. In alcuni casi erano stati previsti depositi cauzionali molto elevati, pari a diverse migliaia di dollari, una cifra proibitiva per molti residenti locali. Dopo le pressioni della FIFA, tali richieste sono state in parte eliminate per i possessori di biglietti ufficiali e per i tifosi delle nazionali impegnate negli Stati Uniti, ma il cambiamento è arrivato troppo tardi per molti. Il problema principale, infatti, resta la lentezza delle procedure consolari. Le tempistiche si sono allungate al punto da rendere impossibile ottenere l’autorizzazione in tempo utile per l’inizio del torneo. Tra attese, rifiuti e sogni infranti, il Mondiale americano si avvicina dunque con una contraddizione evidente: mentre il campo si prepara a celebrare la festa del calcio globale, una parte dei tifosi rischia di restare fuori dagli stadi ancora prima del fischio d’inizio.


Argomenti

  • canada
  • messico
  • mondiali 2026
  • stati uniti
  • visti