Morto Ginzburg, lo storico che investigò nel quotidiano per capire le ere. Costituì il corso di Microstoria

Morto Ginzburg, lo storico che investigò nel quotidiano per capire le ere. Costituì il corso di Microstoria

Morto Ginzburg, lo storico che investigò nel quotidiano per capire le ere. Costituì il corso di Microstoria


17 giugno 2026, ore 11:30

Aveva 87 anni e si è spento a Bologna. Il professore e storico è stato l'autore contemporaneo italiano più tradotto nel mondo. Figlio dell'autrice Natalia Ginzburg

Lo storico come una sorta di detective che indaga nel profondo del passato. Un occhio nelle case e nei sogni di coloro che sono la storia. Carlo Ginzburg, figlio di Natalia, ha dedicato la sua vita alla ricerca, diventando un punto di riferimento internazionale. Nome tra i più influenti del Novecento e del nuovo millennio, Ginzburg ha rivoluzionato gli studi della cultura popolare e delle mentalità collettive. Era riconosciuto come uno dei maestri della microstoria, l'innovativo indirizzo nato in Italia negli anni Settanta che guarda al passato attraverso le vicende di persone comuni e delle culture locali.

LA STORIA NELLA STORIA

Nato a Torino il 15 aprile 1939, ha insegnato nelle più prestigiose università del mondo, tra cui Bologna, Harvard, Yale, Princeton, tornando poi alla Normale di Pisa. Nel 1966 pubblicò "I benandanti", una ricerca pionieristica sulle tradizioni contadine del Friuli tra Cinquecento e Seicento. Dieci anni dopo arrivò il libro destinato a diventare un classico della storiografia mondiale, "Il formaggio e i vermi", dedicato alla vicenda del mugnaio friulano Menocchio, processato dall'Inquisizione per le sue idee religiose. Attraverso l'analisi minuziosa di documenti, processi e testimonianze, Ginzburg contribuì a dare voce a figure marginali della storia, mostrando come anche le esistenze apparentemente più umili potessero illuminare i grandi fenomeni culturali e sociali. Un approccio che ha influenzato generazioni di studiosi e che ha reso la microstoria una delle correnti più innovative della ricerca storica contemporanee.

I  RICONOSCIMENTI

I suoi libri sono stati tradotti in oltre venti lingue e gli sono valsi numerosi riconoscimenti internazionali. Ha ricevuto l'Aby-Warburg-Preis (1992), il premio Feltrinelli per le scienze storiche dell'Accademia dei Lincei (2005), l'Humboldt-Forschungspreis (2008), il premio Balzan per la storia d'Europa (2010), il premio èStoria (2019), il premio Tomasi di Lampedusa (2019), il premio Francesco De Sanctis alla carriera (2019). E' stato insignito di 19 lauree honoris causa ed era membro di varie accademie. (di Paolo Martini)


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  • CARLO GINZBURG