Nomination BAFTA 2026, Paul Thomas Anderson domina con 14 candidature
Nomination BAFTA 2026, Paul Thomas Anderson domina con 14 candidature
28 gennaio 2026, ore 10:00
Coogler insegue con il suo Sinner mentre Sorrentino resta fuori con La Grazia
È Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson il film da battere ai Bafta 2026, i premi del cinema britannico assegnati dalla British Academy of Film and Television Arts. Con 14 nomination, il regista americano domina la scena e si presenta da favorito alla cerimonia del 22 febbraio, in programma alla Royal Festival Hall e condotta da Alan Cumming.
ANDERSON VS COOGLER
Il film guida la corsa nelle categorie chiave, Miglior film, regia e sceneggiatura non originale, e colleziona un’impressionante serie di riconoscimenti attoriali: Leonardo DiCaprio e Chase Infiniti come protagonisti, Teyana Taylor tra i non protagonisti, oltre al doppio sigillo per Benicio del Toro e Sean Penn. Subito alle spalle, con 13 candidature, I peccatori di Ryan Coogler, già protagonista di una stagione record agli Oscar, dove ha ottenuto 16 nomination, superando mostri sacri come Eva contro Eva, Titanic e La La Land. Ai Bafta il film concorre per Miglior film, regia, sceneggiatura originale e per le interpretazioni di Michael B. Jordan (protagonista) e Wunmi Mosaku (non protagonista). Per Coogler e Jordan si tratta della prima candidatura da parte dell’Academy britannica. A quota 11 nomination troviamo Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao, in gara anche come Miglior film britannico, e candidato nelle categorie di regia, sceneggiatura e interpretazione con Jessie Buckley, Emily Watson e Paul Mescal. Stesso bottino per Marty Supreme di Josh Safdie, che porta tra i nominati Timothée Chalamet e Odessa A’zion.
STELLAN SKARSGARD CANDIDATO A 74 ANNI
Buona performance anche per Sentimental Value (7 candidature), capace di regalare una prima, tardiva soddisfazione a Stellan Skarsgård, candidato ai Bafta per la prima volta a 74 anni, accanto a Renate Reinsve e Inga Ibsdotter Lilleaas. Più contenuto il risultato di Bugonia, che raccoglie 5 nomination, tra cui quella per la regia a Yorgos Lanthimos, oltre ai riconoscimenti per Emma Stone e Jesse Plemons, quest’ultimo rimasto invece escluso dalla corsa agli Oscar. Capitolo italiano: l’unica vera speranza passava da La Grazia di Paolo Sorrentino, ma l’assenza dalla categoria Miglior film in lingua non inglese chiude di fatto ogni possibilità tricolore. In competizione restano Un semplice incidente di Jafar Panahi, L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho, Sentimental Value di Joachim Trier, Sirāt di Oliver Laxe e La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania.
Sul fronte tecnico spicca Frankenstein di Guillermo del Toro, che ottiene 8 candidature, quasi tutte artigianali (dai costumi agli effetti visivi) con l’eccezione di Jacob Elordi, nominato come non protagonista. Wicked – Parte 2, rimasto a secco agli Oscar, strappa invece due candidature (costumi e trucco). Delude infine L’agente segreto: solo due nomination, a fronte dell’entusiasmo raccolto ai Golden Globe e presso gli Academy Award.
