Oggi la giornata del ricordo sulle foibe, per non dimenticare gli eccidi di italiani da parte di partigiani jugoslavi
Oggi la giornata del ricordo sulle foibe, per non dimenticare gli eccidi di italiani da parte di partigiani jugoslavi Photo Credit: ANSA
10 febbraio 2026, ore 09:59
Cerimonia commemorativa a Montecitorio, presente anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Appello della premier Giorgia Meloni contro il negazionismo
UNA PAGINA DI STORIA
Ogni anno, il 10 febbraio, si ricordano i massacri delle Foibe e l’esodo giuliano-dalmata. Tra il 1943 e il 1945, durante la seconda guerra mondiale, nella zona tra Trieste e l’Istria vennero perpetrati eccidi di militari e civili italiani da parte dei partigiani jugoslavi. Vennero uccise migliaia di persone. Contestualmente ci fu la migrazione forzata della maggioranza dei cittadini di nazionalità e di lingua italiana dalla Venezia Giulia, dall’Istria e dalla Dalmazia, coinvolte circa 300 mila persone. Oggi alla Camera dei deputati bandiere a mezz’asta. Nell’Aula di Montecitorio si è tenuta una cerimonia commemorativa, cui hanno partecipato le più alte cariche dello Stato: dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla premier Giorgia Meloni, oltre ai presidenti della Camera Lorenzo Fontana e del Senato Ignazio La Russa. Presente anche il vice premier e ministro degli esteri Antonio Tajani.
L'APPELLO DELLA PREMIER
La presidente del consiglio Giorgia Meloni ha scritto sui social: “Oggi si celebra il Giorno del Ricordo. Una giornata che chiama l'Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un'imperdonabile congiura del silenzio, dell'oblio e dell'indifferenza. Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell'esodo giuliano-dalmata. Centinaia di migliaia di italiani che hanno scelto di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità. La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell'ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia. È il fondamento di una memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale, tracciando la strada a chi verrà dopo di noi. Abbiamo ricevuto un testimone, e non intendiamo farlo cadere. Come dimostra la pluralità di iniziative e celebrazioni che il Governo promuove anche quest'anno, come il "Treno del Ricordo" che da Nord a Sud ripercorrerà idealmente il viaggio di chi ha deciso di essere italiano due volte. Per nascita e per scelta. L'Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata. Perché questa storia non è una storia che appartiene a una porzione di confine o a quel che resta del popolo giuliano-dalmata. È una storia che appartiene all'Italia intera. Ad ognuno di noi”.
