Olimpiadi, Sofia Goggia a RTL 102.5: “Gigante prova difficile, sentivo le urla di Vonn, tutti si aspettavano di più da me ma ho dato tutto”
Olimpiadi, Sofia Goggia a RTL 102.5: “Gigante prova difficile, sentivo le urla di Vonn, tutti si aspettavano di più da me ma ho dato tutto” Photo Credit: EPA/JEAN-CHRISTOPHE BOTT
19 febbraio 2026, ore 10:30
“Orgogliosa per le fantastiche gare delle italiane, Brignone ha fatto qualcosa di grandioso”
La campionessa italiana - bronzo in discesa alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 - e testimonial di RTL 102.5, Sofia Goggia, è stato ospite di Non Stop News, su RTL 102.5, in compagnia di Enrico Galletti, Giusi Legrenzi, Massimo Lo Nigro e Lucrezia Bernardo.
Sofia Goggia vola in Andorra dopo le Olimpiadi Milano-Cortina 2026
«Subito dopo il Gigante ho preso un aereo per venire in Andorra, dove mi trovo attualmente. In vista delle prossime gare di Coppa del Mondo abbiamo deciso di scendere per provare almeno a mettere un po’ i piedi sulla pista e penso che sia stata un’ottima scelta venire qui dopo le Olimpiadi di Milano Cortina, anche per “switchare” subito e continuare con quelli che saranno i futuri obiettivi».
Il Gigante e il Super G
«Sul gigante non mi sono sentita delusa. È chiaro che, quando sei terza nella prima manche alle Olimpiadi e poi arrivi ottava, la delusione venga descritta anche dalle testate giornalistiche per quella che avrebbe potuto essere un’altra medaglia. Però, a dire la verità, io in Gigante non salgo più sul podio in Coppa del Mondo dal 2018. Mi ritengo comunque soddisfatta della mia gara, perché ho fatto due manche ad alto livello. Poi, chiaramente, nella seconda manche le vere gigantiste, che forse erano andate un pochino più piano nella prima, si sono date una mossa e hanno sciato un po’ più forte. Comunque ho preso quattro decimi sia nella prima sia nella seconda manche dalla vincitrice, quindi la mia gara è stata molto linear. È chiaro che poi si sono invertite un po’ le posizioni e questo può essere visto come una delusione. Devo dire che, se dovessi avere un rammarico per qualcosa, nel caso sarebbe per il Super G, perché io sono molto più forte nelle discipline veloci, sebbene sappia sciare anche in Gigante. Essere in testa fino a metà pista con 65 centesimi di vantaggio e poi sbagliare, non riuscendo a concludere la gara, mi è dispiaciuto molto. In discesa, invece, sono riuscita a portare a casa questo bronzo», racconta Sofia Goggia.
La caduta di Lindsey Vonn
«La giornata di domenica è stata di difficile gestione, anche dopo l’infortunio della Lindsey Vonn, a cui mando tutti i miei più sinceri auguri di guarigione. È chiaro che tutti si aspettavano forse di più da me, magari io stessa in primis, però non è mai scontato riuscire a fare medaglia alle Olimpiadi. Mi porto quindi a casa questo bronzo, sapendo di essere stata in grado di salire sul podio in questa disciplina nelle uniche tre edizioni dei Giochi a cui ho partecipato. Io sono sempre stata molto esigente con me stessa, a tratti anche ingiustificatamente dura. Però è chiaro che l’Olimpiade capita una volta ogni quattro anni, quindi è un dispiacere sbagliare in un evento del genere. Allo stesso tempo, però, devi avere la consapevolezza, quando ti guardi allo specchio la sera, di aver dato tutto. E ci sta anche sbagliare, non c’è dubbio. Innanzitutto mi è dispiaciuto tantissimo per il suo infortunio. Lei partiva con il pettorale 13, io avevo il 15: in partenza si sentivano le urla, sebbene la terza porta, dove poi è caduta, fosse a circa 100 metri in linea d’aria o poco più. Non è stato un momento semplice da gestire, ma chiaramente il dispiacere per lei va oltre la mia difficoltà nel gestire quel momento in partenza. L’ho sentita, dopo il Gigante volevo passare a trovarla, sapendo che era ricoverata a Treviso, ma la stessa mattina del gigante è riuscita a prendere un aereo per tornare in America. Sono molto contenta che sia riuscita a tornare a casa sua. È chiaro che il suo infortunio è molto pesante: ha avuto varie complicazioni già all’ospedale di Treviso. Mi dispiace tanto per lei perché, sebbene avesse vinto tutto durante la sua carriera, era tornata l’anno scorso in ottica Milano-Cortina 2026 proprio perché, secondo me, non accettava il modo in cui aveva concluso la sua carriera su questa pista nel 2019, quando non riusciva più a esprimere il suo potenziale sugli sci perché fisicamente non stava bene. Sapere che partiva pensando di vincere, perché in questa stagione di Coppa del Mondo è stata estremamente dominante in discesa libera, e poi alla terza porta si fa male pesantemente, è un grosso dispiacere. Nella vita magari dai tantissimo per qualcosa e poi non riesci a ottenerlo: sapendo tutto l’impegno che ci ha messo, mi dispiace tremendamente per lei».
I successi delle “azzurre” alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026
«Partendo da quelle che sono state le imprese di Federica Brignone, cha fatto qualcosa di estremamente grandioso dopo il suo infortunio. Ci sono atleti che impiegano anni a tornare al livello che avevano prima di farsi male; però, quando si tratta di grandi campioni, alla fine il loro talento batte quello che può essere un destino avverso, e ciò che sei davvero non muore mai. Sono contenta per tutte le azzurre che hanno vinto tante medaglie d’oro, Lollobrigida, Vittozzi. Penso che sia stata una spedizione fantastica da parte dell’Italia e sono orgogliosa di aver dato, nel mio piccolo, il mio contributo».
La presenza del Presidente Mattarella
«Chiaramente si rimane sempre stupiti quando il Presidente della Repubblica richiede un incontro privato. È una persona che stimo molto, che segue lo sport con una lucidità e una meticolosità impressionanti. Quando Federica Brignone ha vinto il Super G, all’inizio della mattinata il meteo fosse abbastanza nuvoloso; poi, per la premiazione, il cielo era azzurro e splendente, sono passate anche le Frecce Tricolori. Il Presidente ci ha portato fortuna, anche perché subito dopo il suo arrivo sono arrivati due ori, e quello di Federica è stato il terzo. È stato sicuramente un momento di estremo orgoglio per tutti noi poter essere assistite in prima linea dal Presidente della Repubblica».
