Omen - L'origine del presagio è il degno sequel dello storico film con Gregory Peck

Omen - L'origine del presagio è il degno sequel dello storico film con Gregory Peck

Omen - L'origine del presagio è il degno sequel dello storico film con Gregory Peck


11 aprile 2024, ore 17:00

Un horror, al cinema in questi giorni, che ci mette davanti a una delle nostre più grandi paure, quella del demonio, dell'anticristo

Omen-L'origine del presagio

Da qualche giorno è arrivato nelle sale italiane Omen-L'origine del presagio, un ottimo film thriller/horror, sequel de Il Presagio, una pellicola del 1976, vincitrice di un premio Oscar alla colonna sonora, interpretata magistralmente d Gregory Peck. Nel film originario, che ha avuto anche tre sequel, Peck interpretava un diplomatico americano a Roma. Dopo aver perso il figlio neonato, l'ambasciatore decideva di prendere in adozione un bimbo rimasto solo dopo la morte della madre a causa del parto. Il nome dato al piccolo è uno di quelli poi rimasti nella storia del cinema: Damien. Per chi è stato ragazzino negli anni ottanta, Damien è sempre stato sinonimo di anticristo. Sì, perchè proprio quello si rivelava essere il figlio di Gregory Peck nel primo film. 

Dove tutto è nato

In questa nuova pellicola, la giovane regista Arkasha Stevenson mette in scena l'origine della paura, la matrice dell'orrore. Il film risponde alla domanda che noi cinefili ci siamo fatti spesso. Chi era la donna che ha partorito Damien? In Omen-L'origine del presagio conosciamo sin dalle prime scene Margaret, una giovane novizia americana, che arriva a Roma per prendere i voti. La ragazza, durante il giorno, presta servizio in un orfanotrofio, che si rivelerà essere un luogo particolare e che, fino all'ultimo, riserverà più di una sorpresa. Scopriremo chi è la madre dell'anticristo e, soprattutto, chi ha voluto che nascesse e per quali scopi.

Tensione alle stelle

Il film è ben fatto, diretto in modo eccellente con buone interpretazioni degli attori, soprattutto di Nell Tiger Free, nei panni di Margaret Daino. Quello che soddisfa maggiormente lo spettatore, soprattutto il cinefilo appassionato di horror, sono la tensione costante, la paura, inevitabile in certe scene, e il sonoro, che è fatto spesso di bisbigli e sussurri, che entrano prepotentemente nella testa di chi sta guardando la pellicola. L'ambientazione nella Roma del 1971 è ben rappresentata così come le proteste studentesche, che in quell'anno infiammarono la Capitale. Le suore del convento sono inquietanti al punto giusto, fino a raggiungere vere e proprie vette di orrore. Un altro pregio è sicuramente la trama, in cui, per una volta, tutti i tasselli tornano al proprio posto. Alla fine del film, lo spettatore esce dalla sala convinto di aver dipanato la matassa, di aver capito esattamente l'origine del presagio. 


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