Omicidio Saman Abbas. Ergastolo ai genitori e 14 anni allo zio. Assolti i cugini

Omicidio Saman Abbas. Ergastolo ai genitori e 14 anni allo zio. Assolti i cugini

Omicidio Saman Abbas. Ergastolo ai genitori e 14 anni allo zio. Assolti i cugini   Photo Credit: Fotogramma.it


19 dicembre 2023, ore 19:07

Si chiude il processo di primo grado sull'omicidio di Saman Abbas. Ergastolo per Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, genitori della giovane pakistana. Quattordici anni di reclusione allo zio Sanish Hasnain, assolti entrambi i cugini Ikram Ijaz e Nomanulaq Nomanulaq

La condanna più dura, il carcere a vita, è stata inflitta ai genitori di Saman Abbas, I giudici della Corte d’Assise di Reggio Emilia hanno dato l’ergastolo al padre Shabbar Abbas e alla madre Nazia, l’unica rimasta latitante e quattordici anni allo zio, Danish Hasnain, con il legale che ha già annunciato che impugnerà la sentenza. Sono stati invece assolti i cugini della giovane, subito liberati. Il padre di Saman oggi ha ribadito la sua innocenza e che non ha mai pensato di uccidere la figlia. Poi ha aggiunto che Saman era il suo cuore. La 18enne pakistana trovata sepolta sotto un rudere a Novellara nel 2021 si sentiva italiana e si è ribellata alla tradizione della famiglia che la voleva sposata a un parente in patria, oggi in aula è stata definita dal procuratore “inconsapevolmente sovversiva”. Nessun risarcimento al fidanzato e al fratello di Saman, invece concesso alle associazioni sulla violenza contro le donne, a quelle islamiche e ai Comuni parte civile.

AVVOCATO CUGINO, ASSOLUZIONE? CI SPERAVO

''Speravo nell'assoluzione. Ikram si è sempre dichiarato innocente sin dal primo momento, abbiamo cercato in tutti i modi di dimostrarlo. Ovviamente mi aspetto che la Procura faccia appello, ma ci difenderemo anche lì, non molliamo perché io credo la sua innocenza''. È il commento all'Adnkronos dell'avvocato Mariagrazia Petrelli, difensore del cugino di Saman, Ikram Ijaz, assolto per l'omicidio della 18enne commesso a Novellara la notte tra il 30 aprile e il primo maggio 2021.

DIFENSORE ZIO, RESTO CONVINTO SUA INNOCENZA, IMPUGNERO' SENTENZA

Rimango convinto dell'innocenza del mio cliente relativamente al reato principale, che è quello che è pesato in termini della pena, cioè l'omicidio. Quanto all'entità della pena, posso dire che tutte le mie richieste sono state riconosciute”. Lo ha detto l'avvocato Liborio Cataliotti, difensore dello zio di Saman, Danish Hasnain, commentando la condanna a 14 anni di reclusione appena pronunciata in Corte di Assise, a Reggio Emilia, per l'omicidio della 18enne pakistana. “La sentenza - ha aggiunto - la impugno perché sono convinto che Danish non sia responsabile del reato principale”.

CADE LA PREMEDITAZIONE PER TUTTI GLI IMPUTATI

Sono cadute le aggravanti contestate nel processo per l'omicidio di Saman Abbas, premeditazione e motivi abietti, con l'eccezione di quella del legame familiare contestata ai genitori, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, condannati all'ergastolo. I genitori dunque sono stati condannati dalla Corte di assise per il reato di omicidio con un'unica aggravante, ma assolti dalla soppressione di cadavere per non aver commesso il fatto. Lo zio Danish Hasnain ha avuto una pena di 14 anni: è stato condannato per omicidio, ma senza aggravanti, e per soppressione di cadavere, gli sono state concesse le attenuanti generiche ed è stato dunque ammesso al rito abbreviato (che aveva chiesto), con la riduzione di un terzo della pena. Tutti gli imputati sono stati assolti perché il fatto non sussiste dall'accusa di sequestro di persona. I due cugini, Nomanhulaq Nomanhulaq e Ikram Ijaz sono stati assolti da tutti i reati e liberati.

SAMAN, NESSUN RISARCIMENTO AL FRATELLO E AL FIDANZATO

Nessun risarcimento al fratello e al fidanzato di Saman, costituiti entrambi parte civile nel processo sulla morte della 18enne. Emerge dal dispositivo della Corte di Assise di Reggio Emilia che ha condannato all'ergastolo i genitori, a 14 anni lo zio, assolvendo i due cugini. Risarcimenti sono stati invece concessi alle associazioni sulla violenza contro le donne (25mila euro ciascuno), a quelle islamiche (10mila euro), all'Unione Comuni bassa reggiana (30.000) e al Comune di Novellara (50.000).


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