Orecchie, una piccola rivelazione per Venezia 73

Orecchie: una piccola rivelazione per Venezia 73

Orecchie: una piccola rivelazione per Venezia 73


13 settembre 2016, ore 13:08 , agg. alle 16:50

Una chiacchierata davanti a una pizza con Alessandro Aronadio, regista del film prodotto da Biennale College

Il pranzo con il regista Alessandro Aronadio l'ho pagato io. Lo dico subito per quelle menti troppo maliziose che potrebbero pensar male leggendo questo articolo. Giuro solennemente che non c'è stato nessun tipo di imbonimento da parte del regista di quest'opera "Orecchie", prodotta da Biennale College. Solo mi è piaciuta molto. Ma ve ne accorgerete. Non voglio parlare troppo del film per non svelare molto. Lo farò piuttosto quando uscirà, spero presto, nelle sale. Vi basti sapere che è una dark comedy (termine generale per indicare una commedia dai toni grotteschi e cinici) che poteva essere firmata benissimo da grandi nomi come Frank Oz. Però a farla, mettendoci tutta "l'originalità italiana" (termine che aborro, per dirla alla Mughini), è stato Alessandro Aronadio, un giovane regista romano tra i vincitori del contest indetto ogni anno da Biennale College per la produzione di film a basso costo. Questo è stato il nostro incontro.

Le scelte nella vita sono sempre difficili, ma dove c'è scritto PIZZA DIAVOLA, si sa che è la via giusta da seguire. È così che inizia il nostro incontro, davanti a uno di questi magnifici esemplari tra gli stand del Festival di Venezia.

Com'è che ti è nata l'idea di fare un film abbastanza inusuale per il cinema italiano?
"Perché semplicemente sono un grande appassionato di quel tipo di genere e mi serviva un'idea che potesse essere prodotta con poco dal Biennale College"

Ecco, com'è la selezione? Come si arriva fino in fondo?
"In quest'edizione c'erano circa 250 candidati da tutto il mondo. Vengono selezionate otto coppie di registi e produttori e poi si inizia un durissimo lavoro sui propri soggetti per otto giorni sull'Isola di San Servolo (vicina al Lido di Venezia, NdR) con registi affermati, direttori di studios, sceneggiatori... Mi hanno fatto a pezzi letteralmente il progetto!

Beh, alla fine ti è andata bene. Poi che succede?
"Poi torni a casa e in circa un mese devi elaborare la sceneggiatura del tuo film. Da questi otto script, ne scelgono quattro che vengono prodotti con un budget fisso e non modificabile di 150mila euro"

George Lucas dice sempre che con il budget che ebbe a disposizione per produrre il primo episodio di Star Wars, riuscì a realizzare solo il 25% delle sue idee. Tu in percentuale quanto hai fatto?
"In realtà quasi tutto, proprio perché loro scelgono progetti abbordabili per il budget a disposizione. Semmai ho dovuto a rinunciare a qualche location specifica, ma direi che non è andato a inficiare la riuscita del film."

Vedendo il film sembra che il personaggio protagonista sia cucito perfettamente addosso al suo attore: Daniele Parisi. Com'è stato possibile?
"Io avevo già lavorato con Daniele nel mio film precedente, ma la sua parte venne totalmente tagliata in montaggio. Da allora gli avevo promesso che avremmo fatto qualcosa insieme. In realtà una volta che la sceneggiatura fu scritta, non si sa come e circolò in giro. Tant'è che quando ci furono da fare i provini per il protagonista, si presentarono attori piuttosto famosi (di cui non faccio i nomi) per lavorare a questo progetto totalmente gratis. Ma alla fine scelsi Daniele perché lo pensavo come protagonista già da un po' di tempo."

Alla fine i nomi di spicco non ti mancano: Rocco Papaleo, Andrea Purgatori...
"Sì certo, ma anche Piera Degli Esposti, Pamela Villoresi, Ivan Franek... In particolare Papaleo, Purgatori e Franek facevano già parte del cast del mio scorso film ed erano rimasti molto contenti. Siamo diventati amici e quando li ho chiamati per Orecchie, sono stati da subito contenti e disponibili. Papaleo finiva il suo spettacolo e veniva a girare le sue scene di notte."

In quanto tempo è stato girato il film?
"Lo abbiamo girato tutto a Roma in circa tre settimane. La troupe ovviamente era ristrettissima e non ci potevamo permettere cose particolari. Considera che abbiamo avuto un generatore di corrente, di solito presente sempre sui set, solo per una giornata. Il resto ci attaccavamo alle normali prese elettriche. È comunque un film con molte location per avere quel budget."

Tanti sforzi, ma ora c'è il grande interessamento. Direi anche internazionale.
"Sì, la cosa incredibile è che sia francesi che americani stanno parlando bene di questo minuscolo film. Abbiamo ricevuto già diversi contatti dall'estero per poterlo vedere anche lì."

La cosa che ti è rimasta di più dopo aver girato questo film?
"Sono state tre settimane durissime, è difficile dirlo. Ma alla fine come sempre la differenza la fanno le persone. E io ho avuto il piacere di lavorare con un ottimo gruppo che si è trasformato in una specie di famiglia."

E ora il classico "progetti per il futuro"?
Beh, sicuramente c'è ancora da coltivare e mandare avanti Orecchie che è solo all'inizio del suo percorso, spero. Dopodiché mi piacerebbe lavorare su qualcosa di nuovo, stavolta con possibilmente un po' più di soldi a disposizione (sorride)."

Dopo aver parlato di mille altre cose ci salutiamo e ci diamo appuntamento al giorno dopo che è stata organizzata apposta una proiezione straordinaria di Orecchie, perché all'ultimo spettacolo è rimasta troppa gente fuori.
Questa è la prova provata che anche con pochi soldi, si possono tirare fuori delle pietre preziose davvero singolari.

Ecco il trailer...


Argomenti

  • alessandro aronadio
  • biennale college
  • cinema
  • intervista
  • orecchie
  • venezia 73