Papa Leone ricorda i 40 anni dal disastro nucleare di Cernobyl
Papa Leone ricorda i 40 anni dal disastro nucleare di Cernobyl Photo Credit: Ansa: Vatican media press office hando
26 aprile 2026, ore 16:35
Rimane un monito sui rischi inerenti all'uso di tecnologie sempre più potenti, ha detto Prevost
Papa Leone, in occasione dell’Angelus in Piazza San Pietro, questa mattina ha ricordato i 40 anni dal disastro di Cernobyl. Il pontefice ha lanciato un appello affinché ogni impiego di energia atomica sia al servizio della vita e della pace. ''Oggi ricorre il 40esimo anniversario del tragico incidente di Cernobyl che ha segnato la coscienza dell'umanità. Esso rimane un monito sui rischi inerenti all'uso di tecnologie sempre più potenti. Affidiamo alla misericordia di Dio le vittime e quanti ne soffrono ancora le conseguenze. Auspico che a tutti i livelli decisionali prevalgano sempre discernimento e responsabilità perché ogni impiego dell'energia atomica sia al servizio della vita e della pace'', così si è espresso il Santo Padre.
Papa Leone contro chi alimenta il male
''Non dimentichiamo anche quei ladri che, saccheggiando le risorse della terra, combattendo guerre sanguinose o alimentando il male in qualsiasi forma, non fanno altro che rubare a tutti noi la possibilità di un futuro di pace e di serenità'', ha detto Prevost all'Angelus. Papa Leone questa mattina ha inviato i fedeli a riflettere e soprattutto a vigilare sul recinto del cuore e della vita, perché ha aggiunto: “ Chi vi entra può moltiplicare la gioia oppure, come un ladro, può rubarcela''. Domani l'arcivescova di Canterbury, Sarah Mullally, sarà ricevuta in udienza dal Papa nel Palazzo Apostolico. Mullally e Leone, che incontra la leader da poco insediatasi, avranno un colloquio privato.
Dal Vaticano farmaci per Ucraina e Libano
Si è appreso, infine, che Papa Leone ha inviato beni di prima necessità, soprattutto farmaci, alle popolazioni dell'Ucraina e del Libano, vittime della guerra. "Si tratta del centocinquantesimo tir che parte dalla nostra basilica", ha riferito il rettore don Marco Semehen a Vatican News. Molti dei beni diretti all'Ucraina sono stati raccolti con l'aiuto del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e della Fondazione Banco Farmaceutico. Si tratta di diversi bancali di medicinali, prevalentemente antibiotici ed antinfiammatori, destinati agli ospedali e da distribuire alla popolazione locale tramite le reti del volontariato ucraino.
