Papa Leone XIV al Parlamento spagnolo, tanti i temi affrontati: Pace, migranti e aborto
Papa Leone XIV al Parlamento spagnolo, tanti i temi affrontati: Pace, migranti e aborto Photo Credit: ANSA/ CIRO FUSCO
08 giugno 2026, ore 16:05 , agg. alle 17:25
Un lungo discorso del Pontefice al Parlamento Spagnolo. "Le armi possono imporre un silenzio temporaneo, ma non potranno mai costruire una pace autentica e duratura"
Da venerdì Papa Leone si trova a Madrid e questa mattina è arrivato al Parlamento spagnolo accolto dalla presidente del Congresso dei deputati, Francina Armengol, dal presidente del Senato, Pedro Rollan Ojeda, e dalle altre cariche dello Stato, a partire dal presidente del Governo. Il suo discorso è stato accolto da una lunga e calorosa standing ovation dei deputati. Un discorso che ha toccato vari temi, dalle guerre in corso al tema migranti.
LA DIFESA DEI MIGRANTI
“L’affermazione della dignità umana non può rimanere astratta, quando tante persone sono costrette a lasciare tutto per cercare pace, sicurezza e futuro. Anche il tragico dramma migratorio interpella oggi la coscienza delle nazioni e il fondamento etico dell’ordine internazionale. Numerosi uomini, donne e bambini si trovano forzati, a causa di circostanze spesso drammatiche, a partire dalle loro comunità e lasciarsi alle spalle persone care, storie e legami. Questa realtà va oltre qualsiasi lettura puramente demografica o economica: costituisce una questione eminentemente morale e giuridica. Laddove una persona è discriminata per la sua origine nazionale, etnica, religiosa o linguistica, o per la sua condizione economica o sociale, viene gravemente violato il principio universale dell’uguale dignità di tutti gli esseri umani. La situazione dei migranti e dei rifugiati”, ha proseguito il Papa, “richiede una risposta che metta al centro le persone, affronti le cause che le costringono a partire e vada oltre la semplice gestione di flussi. Da qui nasce una duplice esigenza di giustizia sociale: offrire vie sicure e legali, un’accoglienza rispettosa e reali possibilità di integrazione; e promuovere, al tempo stesso, il diritto di rimanere nella propria terra, operando affinché nessuno debba abbandonare la propria casa per mancanza di pace, di sicurezza o di condizioni di vita dignitose, per le disuguaglianze economiche e gli effetti della crisi climatica. Negli ultimi anni, le rotte sempre più pericolose hanno evidenziato il costo altissimo di questa realtà, spesso nascosta o ignorata. Molte persone continuano a essere vittime di trafficanti e contrabbandieri che approfittano della loro disperazione. È necessario rafforzare la prevenzione, il salvataggio e l’assistenza alle vittime, specialmente nel quadro di una cooperazione regionale e multilaterale”.
LA PACE IN UN MONDO PIENO DI GUERRE
"Il mondo sta attraversando una profonda crisi spirituale e culturale che si manifesta in molteplici forme di violenza, polarizzazione e reciproca sfiducia" ha affermato il Pontefice. "In questo contesto, la pace si presenta come un'aspirazione politica e, ancor più, come un vero e proprio imperativo morale. Essa esige un discorso pubblico che rispetti chi la pensa diversamente, istituzioni al servizio del dialogo, una memoria storica che cerchi la verità e la riconciliazione, e una vita sociale capace di sostenere l'amicizia civica e il rispetto reciproco anche in presenza di disaccordi. Sul piano internazionale, la pace richiede coraggio diplomatico, responsabilità etica e una visione del futuro fondata sul rispetto dell'identità di ogni popolo e sull'obbligo degli Stati di risolvere le proprie controversie attraverso i mezzi pacifici offerti dal diritto internazionale. Ogni guerra rappresenta in definitiva una dolorosa sconfitta per la capacità di negoziare e anche per quella coscienza condivisa dell'umanità che riconosce i vincoli di giustizia tra le nazioni. Le armi possono imporre un silenzio temporaneo, ma non potranno mai costruire una pace autentica e duratura. Per questo motivo è preoccupante che in diverse parti del mondo, Europa compresa, il riarmo venga nuovamente presentato come una risposta quasi inevitabile alla fragilità del panorama internazionale. La vera sicurezza, al contrario, scaturisce dalla giustizia, da un dialogo paziente, dal rispetto del diritto internazionale e da una politica capace di anteporre la vita delle persone agli interessi che traggono profitto dalla guerra. Lo sviluppo di nuove tecnologie e dell'intelligenza artificiale in ambito militare richiede inoltre una rigorosa supervisione etica per garantire che le decisioni di vita o di morte non siano mai affidate a sistemi automatizzati o sottratte alla responsabilità morale della persona umana.
LEONE CONTRO L'ABORTO E L'EUTANASIA
“Mi è dato oggi di rivolgere una parola serena e decisa a coloro che hanno la grave responsabilità di ordinare giuridicamente la convivenza sociale”, ha detto Leone XIV. “Tale convivenza può vedersi minacciata dalla cultura dello scarto, come ha più volte osservato Papa Francesco. In questo senso, se la vita cessa di essere riconosciuta come un valore fondamentale, quale futuro possono avere le nostre società? Può dirsi pienamente giusta”, ha domandato il Papa, “una comunità che lascia nell’ombra il bambino non ancora nato, l’anziano, il malato, chi soffre in silenzio o chi dipende interamente dalla cura degli altri? La difesa della vita umana non è una questione di interesse particolare né confessionale: è una meta di civiltà. Ogni vita umana dev’essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto, in ogni circostanza della sua esistenza. Quando questa certezza si offusca, i più vulnerabili sono le prime vittime e la legge perde il suo significato più profondo: servire e proteggere ogni persona. Per questo, la grandezza morale di una nazione si manifesta, soprattutto, nella sua capacità di accompagnare, proteggere e amare quelle vite segnate da maggiore fragilità”
