Per le prossime elezioni siamo già in trincea, così Vannacci all’ assemblea costituente di Futuro Nazionale

Per le prossime elezioni siamo già in trincea, così Vannacci all’ assemblea costituente di Futuro Nazionale

Per le prossime elezioni siamo già in trincea, così Vannacci all’ assemblea costituente di Futuro Nazionale   Photo Credit: Ansa: Fabio Cimaglia


14 giugno 2026, ore 14:55 , agg. alle 15:09

“Sono contrario al femminicidio, è un reato come tutti gli altri” ha detto l’europarlamentare

"Elezioni ad aprile del 2027? Futuro nazionale è già pronto, è già in trincea". Così il leader del partito, nazionale, Roberto Vannacci, durante la conferenza stampa del secondo giorno di assemblea costituente di Futuro nazionale in corso all'Auditorium della Conciliazione di Roma. "Non mi considero l'uomo della speranza, credo di essere la speranza di quelle 100mila persone che si sono iscritte al mio partito. Non credo di essere la speranza della sinistra tant'è vero che non vedo tanta gente di sinistra che sia venuta a questo congresso, io penso di essere invece la speranza di quegli italiani che cercano il cambiamento, perché oggi fra destra e sinistra si porta avanti l'agenda Draghi” ha detto Vannacci nell’incontro con i giornalisti. Quanto al programma del suo partito ha aggiunto: “Sì all'Europa ma rifiutando direttive e regolamenti che ci rendono subalterni. Sì alla Nato ma sfruttando i vantaggi“.


Vannacci e la censura

“Meloni ha perfettamente ragione nel definire censura il patentino di antifascista che viene dato a Più liberi più libri, perché in un Paese dove la libertà di espressione è in Costituzione questa libertà di espressione non deve essere soggetta ad alcun patentino, sia esso di antifascismo o di anti non so che cosa. Non si può condannare una persona per le idee che porta perché la legalità si esplica nell'ambito delle azioni e non dell'opinione, altrimenti dovremmo inventarci la polizia del pensiero di orwelliana memoria”.


Vannacci e il reato di femminicidio

"Uomini e donne sono uguali, non c'è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole: non esiste il femminicidio. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità. Così come c'è la violenza sulle donne c'è quella sugli anziani e non c'è un anzianicidio. Sono contrario al femminicidio, è un omicidio come tutti gli altri. Non c'è bisogno di una fattispecie specifica". Parole che hanno scatenato una bufera. Per la senatrice del Pd D'Elia 'è negazionismo patriarcale'. Italia Viva definisce  le parole di Vannacci come 'gravissime e offensive nei confronti delle tante donne vittime di violenza e delle loro famiglie'. 'Femminicidio e omicidio sono cose ben diverse. Le leggi devono essere severe per chi fa del male alle donne, parlare per gli altri è troppo facile, serve rispetto', così  il papà di Ilaria Sula, la studentessa 22enne uccisa lo scorso anno a Roma dall'ex fidanzato. 


Vannacci e la remigrazione

"La remigrazione non è solo il rimpatrio, è un concetto politico. È il sacrosanto diritto di difendere popoli autoctoni, questo è il concetto. Si applica in maniera culturale perché si deve proteggere la cultura, la civiltà dei popoli autoctoni. E poi c'è il problema degli elementi esogeni perché se io ho un popolo autoctono e lo riempio di elementi esogeni, questa cultura identità viene annacquata, diluita e questo comporta tre problematiche fondamentali: c'è un problema economico, questi elementi esogeni costano di più di quanto non facciano guadagnare a una nazione, poi c'è un problema di sicurezza e poi c'è il problema più grave che è quello della coesione. Ritornare al Paese di origine è un sacrosanto diritto di ogni persona umana come dice l'articolo 13 della Dichiarazione dei diritti umani. Fare ritornare al Paese di origine chi è entrato illegalmente da noi e che quindi è illegale e clandestino, non ha alcun diritto di rimanere".




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