Politica: il 2025 è stato l’anno di Giorgia Meloni, il 2026 sarà quello della riforma della giustizia
Politica: il 2025 è stato l’anno di Giorgia Meloni, il 2026 sarà quello della riforma della giustizia Photo Credit: AnsaFoto.it/Filippo Attili
01 gennaio 2026, ore 10:00 , agg. alle 11:03
La premier ha rafforzato il proprio profilo di leadership. E l’ultimo via libera alla separazione delle carriere ha spalancato le porte ad un nuovo referendum nella prossima primavera quando l’opposizione di centrosinistra ritenterà una spallata al governo
Dal punto di vista politico, la fotografia del 2025 italiano parla chiaro: la premier Giorgia Meloni, che continua a monopolizzare attenzione e consenso, rafforzando il proprio profilo di leadership.
Trump
L’anno si è aperto lontano da Roma con il blitz a sorpresa di Meloni dal presidente americano Donald Trump, e si è chiuso nei palazzi romani, dove il suo governo è diventato il terzo più duraturo della storia repubblicana. In mezzo, la liberazione della giornalista Cecilia Sala, e lo scontro parlamentare su Ventotene e sull’idea di Europa. C’è stata poi la prova della piazza con il cosiddetto campo largo a fianco della Cgil di Maurizio Landini, sconfitti da un referendum sul lavoro dal netto esito negativo, la bufera urbanistica su Milano, e la giustizia, tornata alla ribalta con l’ultimo via libera alla riforma della separazione delle carriere, e un nuovo referendum nella prossima primavera quando l’opposizione ritenterà una spallata al governo. Sullo sfondo restano protagonisti i territori, con la vittoria alle Regionali di Alberto Stefani e Roberto Fico, che hanno raccolto in Veneto e Campania la pesante eredità di Luca Zaia e Vincenzo De Luca.
I vicepremier
Tra i vicepremier il quadro appare meno nitido. Antonio Tajani conserva un profilo di affidabilità e una fiducia personale mediamente superiore a quella di altri colleghi dell'esecutivo; Matteo Salvini rimane centrale nella narrazione mediatica ed è stato saldamente riconfermato alla guida della Lega, ma non incassa un alto livello di fiducia. Nell’opposizione, Elly Schlein ha sistemato il PD attorno al 21–22%, ma il gradimento personale non buca lo schermo, come si dice questi casi. Giuseppe Conte ha vissuto un’annata particolare: qualche recupero del Movimento Cinque Stelle nelle intenzioni di voto verso la fine dell’anno, però la fiducia personale è in flessione.
I dossier
Sono tre i dossier che hanno scandito l’anno: premierato, autonomia differenziata, migrazioni. La proposta di elezione diretta del Presidente del Consiglio, presentata nel 2023, ha completato soltanto una lettura parlamentare e nel 2025 è rimasta sullo sfondo, complici la necessità di costruire maggioranze qualificate e un calendario denso. L’autonomia differenziata ha attraversato un campo decisamente minato: iniziative referendarie, pronunce giurisprudenziali e mobilitazioni ne hanno ridisegnato tempi e portata. Sul versante-migrazioni, infine, il 2025 ha fatto registrare la prosecuzione della strategia estera del governo attraverso il Piano Mattei e il patto con Tirana per i centri per i rimpatri.
