Processo omicidio Martina Carbonaro, caos in aula, la corte si aggiorna a fine giugno

Processo omicidio Martina Carbonaro, caos in aula, la corte si aggiorna a fine giugno

Processo omicidio Martina Carbonaro, caos in aula, la corte si aggiorna a fine giugno   Photo Credit: Ansa/Ciro Fusco


19 maggio 2026, ore 15:00 , agg. alle 16:37

Il presidente della Corte d’Assise ha disposto che dalle prossime udienze, l’imputato parteciperà solo in videoconferenza

Urla, minacce e tensione palpabile fin da subito. Si è aperta così, nell’aula 115 del nuovo Palazzo di giustizia di Napoli, la prima udienza del processo per il femminicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa ad Afragola il 25 maggio dello scorso anno. A giudizio l’ex fidanzato, Alessio Tucci, 19 anni, imputato per omicidio volontario pluriaggravato.

I FATTI

Il clima si è acceso ancora prima che il dibattimento iniziasse. Nei corridoi del tribunale si sono incrociati i familiari della vittima e quelli dell’imputato, arrivato in aula in lacrime. Uno scambio di sguardi che in pochi istanti si è trasformato in tensione aperta. Secondo quanto riferito dall’avvocato della famiglia Carbonaro, il padre del giovane imputato avrebbe rivolto minacce ai parenti della ragazza, mimando il gesto del taglio della gola e proferendo frasi minacciose. Tra i testimoni presenti si parla anche di espressioni come “ti taglio la testa”.

La situazione è rapidamente degenerata, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine. Gli agenti hanno sgomberato l’area riservata ai familiari dell’imputato e riportato la calma nei corridoi del tribunale, mentre le due famiglie venivano tenute a distanza. In aula, la tensione non si è attenuata. La madre di Martina, rivolgendosi all’imputato, ha gridato: “Fine pena mai”, un urlo spezzato che ha attraversato l’aula. Dopo le intemperanze registrate oggi, il presidente della Corte d’Assise ha disposto che dalle prossime udienze, l’imputato parteciperà soltanto in videoconferenza, nel tentativo di evitare ulteriori contatti e possibili escalation tra le parti.

L’OMICIDIO

Il delitto risale al 25 maggio 2025. Martina venne uccisa con una pietra in un casolare abbandonato ad Afragola e il suo corpo fu nascosto sotto cumuli di scarti edili. Nei giorni successivi, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il giovane partecipò anche alle ricerche della ragazza, prima della confessione. Nel procedimento si sono costituiti parte civile il Comune di Afragola, la Fondazione Polis e Telefono Azzurro.

La prossima udienza è stata fissata per il 26 giugno.


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