Quarantanove anni fa a Milano l'omicidio del commissario Luigi Calabresi, aveva 34 anni

Quarantanove anni fa a Milano l'omicidio del commissario Luigi Calabresi, aveva 34 anni

Quarantanove anni fa a Milano l'omicidio del commissario Luigi Calabresi, aveva 34 anni


17 maggio 2021, ore 17:00

Il commissario lasciò la moglie Gemma Capra, incinta, e due figli

L'omicidio, il 17 maggio 1972

Esattamente 49 anni fa, sotto la sua casa di Milano, venne assassinato da Lotta Continua il commissario di polizia Luigi Calabresi. In servizio alla Questura del capoluogo lombardo, Calabresi aveva 34 anni, due figli, Mario e Luigi, e una moglie incinta, Gemma Capra. Il terzo figlio, Luigi, nacque pochi mesi dopo l'omicidio. Nelle scorse settimane, in un'operazione contro il terrorismo rosso, è stato arrestato in Francia Giorgio Pietrostefani, una delle persone condannate come mandante del delitto. “È fondamentale ricordare. Lo è ancora di più quest’anno in cui qualcosa di importante è stato fatto nei confronti di alcuni dei responsabili di stragi”, ha detto oggi il Presidente della Lombardia Attilio Fontana, durante la cerimonia di commemorazione alla Questura di Milano. Calabresi è stato insignito della Medaglia d'oro al valor civile alla memoria. 


Il ricordo del figlio

Ogni 17 maggio alle 9.15 io guardo l’ora e dico: ecco, adesso. Sono passati 49 anni e questo significa che sono 49 anni che mi manca”, ha scritto il giornalista Mario Calabresi, ex direttore del quotidiano La Repubblica, uno dei figli del commissario. Calabresi ha anche pubblicato la foto della targa posta a ricordo del delitto in via Cherubini, a Milano, nel luogo in cui il poliziotto venne assassinato mentre si recava al lavoro. Riguardo alla sua dolorosa vicenda familiare, Mario Calabresi ha scritto anche un libro, Spingendo la notte più in là.

Il delitto e le indagini

Giorgio Pietrostefani, che fondò la formazione parlamentare di estrema sinistra Lotta continua con Adriano Sofri, dopo un processo molto contestato fu condannato assieme allo stesso Sofri come mandante dell'omicidio Calabresi. I due, dopo la morte del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato in circostanze ancora misteriose dalla questura di Milano poco dopo la strage di piazza Fontana, portarono avanti sul loro giornale una campagna mediatica di odio contro il commissario Calabresi, accusato di essere responsabile della morte di Pinelli. Dopo aver ricevuto molte minacce, il 17 maggio 1972 Calabresi venne ucciso sotto casa con due colpi di pistola. Insieme a Pietrostefani e Sofri sono stati condannati come esecutori materiali dell'omicidio altri due ex appartenenti a Lotta continua, Ovidio Bompressi e Leonardo Marino.  

Argomenti

  • Adriano Sofri
  • Luigi Calabresi
  • Mario Calabresi
  • Ovidio Bompressi