Referendum, la premier Meloni: “Rispetto il voto ma vado avanti”. Il Centrosinistra attacca: “Avviso di sfratto”
Referendum, la premier Meloni: “Rispetto il voto ma vado avanti”. Il Centrosinistra attacca: “Avviso di sfratto” Photo Credit: AnsaFoto.it/
23 marzo 2026, ore 17:46 , agg. alle 18:03
Ha prevalso il No con il 54 per cento dei voti, contro il 46 per cento raccolto dal sì, l’affluenza sfiora il 60 per cento. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio minimizza: “Non attribuiamo significato politico alla consultazione, ma ne prendiamo atto”
I dati che via via sono stati aggiornati dal sito del Viminale hanno dato una netta vittoria del No al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati, con il 54% (contro il 46%), e con un'affluenza elevata, che sfiora il 60%. E a poco più di un'ora dalla chiusura dei seggi, è stata la stessa premier Giorgia Meloni a riconoscere la sconfitta del Sì.
Il video
In un video pubblicato sui social, la presidente del Consiglio mette subito in chiaro: "Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione". Detto questo, la premier ribadisce quanto detto sin dall'avvio della campagna referendaria, ovvero nessuna ripercussione sul governo. E infatti afferma subito dopo: "Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l'Italia".
L’opposizione
Per il centrosinistra, al contrario, il voto referendario "è un voto politico" e, quindi, Meloni dovrà trarne le conseguenze. Lo dice senza mezzi termini il leader di Iv, Matteo Renzi, che dopo il referendum sulla sua riforma costituzionale, bocciato dalle urne, si dimise da premier: "La partita ora è tutta nelle mani di Giorgia che, secondo me, non si dimette. Ma da oggi è un'anatra zoppa", "prima o poi inizieranno a dubitare di lei i suoi, a me è successo, per lei parte un anno di via Crucis", perché "si è rotto il rapporto con la sua base". La pensa così anche Giuseppe Conte: "Si apre una nuova stagione politica, una nuova primavera. Ce la metteremo tutta per rispondere a questa richiesta di voltare pagina da parte dei cittadini". Il leader M5s aggiunge: "Questo è un voto molto politico, la presidente Meloni è scesa in campo a reti unificate" e l'esito del referendum "è un avviso di sfratto a questo governo, un segnale politico fortissimo".
Schlein
La conferenza stampa della segretaria del Pd Elly Schlein conferma la lettura del voto da parte del Pd, che si allinea dunque con quelli degli alleati: "Il risultato è chiarissimo: l'Italia ha respinto un cambiamento della Costituzione fatto a colpi di maggioranza e mortificando il Parlamento. E con una partecipazione straordinaria che conferisce al risultato un indubbio significato politico". "Per Meloni è una sconfitta politica, ci hanno provato, gli è andata male", osserva Angelo Bonelli di Avs. E Nicola Fratoianni aggiunge: "E' un risultato politico. Da qui in avanti cambia la musica". Ma Meloni non mostra tentennamenti: "La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L'abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso. E noi come sempre rispettiamo la loro decisione", spiega la premier nel video sui social. Ma nonostante "resta chiaramente il rammarico per un'occasione persa di modernizzare l'Italia", sia chiaro che "questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato". Anche gli alleati ribadiscono la linea "Proseguiremo nella nostra strada con il governo", sottolinea il capogruppo di Forza Italia alla Camera Paolo Barelli, "abbiamo sempre detto che il referendum non aveva nulla a che fare con il governo". Sul punto insiste anche il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami: "Non credo che cambierà la nostra agenda parlamentare perché, come abbiamo detto fin dall'inizio, le vicende attinenti alla consultazione referendaria erano sganciate" dal governo. Per ora nessun commento ufficiale da parte dei leghisti.
