Riccardo Magherini: Italia condannata per violazioni ai diritti dell'uomo dalla Corte Europea

Riccardo Magherini: Italia condannata per violazioni ai diritti dell'uomo dalla Corte Europea

Riccardo Magherini: Italia condannata per violazioni ai diritti dell'uomo dalla Corte Europea   Photo Credit: Ansa/Claudio Giovannini


15 gennaio 2026, ore 13:00

L'uomo fu tenuto prono una ventina di minuti durante l'arresto da parte di quattro carabinieri a Firenze nel 2014, non era in sè, aveva allucinazioni, dopo qualche ora morì


Dalla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) arriva una condanna per l’Italia in relazione alla morte di Riccardo Magherini avvenuta il 3 marzo del 2014 a San Frediano a Firenze durante un fermo da parte dei carabinieri. La Corte di Strasburgo ha stabilito che “vi sono state due violazioni dell’articolo 2 (diritto alla vita/indagine) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo”. Magherini “è deceduto dopo che i carabinieri lo avevano immobilizzato e ammanettato, tenendolo, steso in posizione prona per circa 20 minuti. Una cosa ritenuta immotivata, non necessaria anche dopo che era apparentemente diventato incosciente. La Cedu,riferisce inoltre di avere “riscontrato carenze nell’indagine che ne è seguita (per quanto riguarda la sua indipendenza), nella formazione delle forze dell’ordine sulle tecniche di immobilizzazione e nelle linee guida in vigore in Italia all’epoca per mettere le persone in posizione prona con il minimo rischio per la salute e la vita”. La Corte precisa però di non essersi espressa in merito alla responsabilità penale delle persone coinvolte nell’episodio e che “non mette in discussione le decisioni dei tribunali italiani, che alla fine hanno assolto i quattro carabinieri coinvolti nell’incidente”.

Cosa successe

Riccardo Magherini morì durante un arresto da parte dei carabinieri la notte tra il 2 e il 3 marzo del 2014, in Borgo San Frediano. I tre carabinieri lo bloccarono mentre, sotto l’effetto di cocaina e in preda ad allucinazioni, era convinto di essere inseguito da qualcuno che voleva ucciderlo, invocando aiuto in Borgo San Frediano. Bloccato dai carabinieri e ammanettato a terra, Magherini era quindi restato a pancia in giù e a torso nudo, per almeno un quarto d’ora. All’arrivo di un’ambulanza senza medico a bordo, l’ex calciatore quarantenne della Fiorentina fu trasportato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Maria Nuova, dove alle 2.45 ne venne constatato il decesso.

I risarcimenti

La Cedu ha stabilito che l’Italia debba versare a 7 ricorrenti complessivamente 140mila euro a titolo di risarcimento del danno morale e, congiuntamente, 40mila euro per le spese. “La Corte non ha ritenuto che fosse assolutamente necessario tenere Magherini a terra in posizione prona per i successivi 20 minuti dopo che era stato ammanettato, e anche dopo che era apparentemente entrato in stato di incoscienza. Inoltre, all’epoca non esistevano in Italia linee guida in vigore che fornissero istruzioni chiare e adeguate su come mettere le persone in posizione prona con il minimo rischio per la salute e la vita. Nonostante il comando generale dei carabinieri avesse emesso una circolare nel gennaio 2014 che sensibilizzava specificamente sui rischi connessi all’uso della posizione prona per immobilizzare una persona che, ad esempio, aveva assunto droghe, essa non era in vigore al momento della morte” di Magherini, spiega la Corte con sede a Strasburgo, ritenendo “preoccupante il fatto che tale circolare fosse stata sostituita da circolari emanate nel 2016 e nel 2019 che non menzionavano puù tali rischi”. Inoltre la Cedu evidenzia come “strettamente legata” a questo “la questione della formazione adeguata delle forze dell’ordine. Il Governo non aveva presentato alcuna prova che gli agenti coinvolti nell’incidente avessero ricevuto una formazione sull’uso di tecniche di immobilizzazione, come la posizione prona, che potevano mettere a rischio la vita”.

Le violazioni

La Corte ha quindi ritenuto che vi fosse stata una violazione dell’articolo 2 per quanto riguarda l’uso della forza contro” Magherini “e il dovere dello Stato di proteggere il suo diritto alla vita”. La Corte ha inoltre ritenuto che vi fosse stata un’ulteriore violazione dell’articolo 2 per quanto riguarda le indagini, “a causa dei dubbi sulla loro indipendenza”, spiegando che, “in particolare, due degli agenti direttamente coinvolti nell’incidente si erano recati quasi immediatamente al pronto soccorso dove era stato portato” l’uomo e “avevano interrogato un testimone oculare, una volontaria della Croce Rossa.La Corte non ha potuto ipotizzare se la volontaria della Croce Rossa avrebbe rilasciato una dichiarazione diversa se non fosse stata interrogata dagli agenti. Tuttavia, non ha potuto ignorare il rischio che potesse sentirsi costretta a rilasciare una dichiarazione in un certo modo, dato che gli stessi agenti che la stavano interrogando erano stati coinvolti nell’incidente di cui era stata testimone”, scrive la Cedu.


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