Una bellezza avvolgente, tra blocchi di marmo vivi, con la loro pietra morbida come un corpo, paesaggi impressi in tele ad olio, progetti contemporanei che incontrano i classici. È un percorso che rapisce quello di "Metamorfosi. Ovidio e le arti", la mostra curata da Francesca Cappelletti e Frits Scholten, che da domani arriva alla Galleria Borghese di Roma.
LA METAMORFOSI COME PRINCIPIO UNIVERSALE
Il progetto, che ha già conquistato il
Rijksmuseum di Amsterdam, approda nella capitale con una configurazione originale, pensata per valorizzare il dialogo tra l'arte e le
Metamorfosi di Ovidio, uno dei testi fondativi dell'immaginario occidentale, che con i suoi miti - ancora attuali - ha ispirato i creativi di tutti i tempi. La metamorfosi diventa, così,
chiave di lettura del mondo e della condizione umana, principio generativo e universale.
LE OPERE
Un disegno ambizioso, che riunisce più di
ottanta opere provenienti da alcuni prestigiosi
musei e europei e americani, in un allestimento che mantiene la centralità della collezione permanente. E allora Michelangelo, Tiziano, Rubens, Gerôme, Rodin - solo per citarne alcuni - si confrontano con i capolavori già presenti nella Galleria Borghese, come
Apollo e Dafne e
Il ratto di Proserpina di
Gian Lorenzo Bernini.
CAPPELLETTI, "LUOGO DELLE METAMORFOSI"
A sottolineare come la mostra si inserisca perfettamente nel luogo è stata la Direttrice della Galleria Borghese, Francesca Cappelletti:
"questo è il luogo delle Metamorfosi: dalle piccole opere da collezione ai grandi dipinti rinascimentali e seicenteschi, ai gruppi berniniani, l'invenzione e le intenzioni di artisti e committenti dimostrano il continuo riferimento al poema ovidiano, illustrato e interpretato". Nel corso della conferenza stampa di presentazione, Cappelletti ha ringraziato i due partner che affiancano questo progetto, Webuild e Intesa Sanpaolo – Gallerie d’Italia. Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa, ha sottolineato l'amicizia storica che lega il gruppo alla Galleria Borghese, che ospiterà l'esposizione fino al 20 settembre.