Roma: indagini sulle violenze che avrebbero subito tredici detenuti nel carcere minorile di Casal del Marmo
Roma: indagini sulle violenze che avrebbero subito tredici detenuti nel carcere minorile di Casal del Marmo Photo Credit: Ansa SAMIULLAH POPAL
12 marzo 2026, ore 13:00
Aggressioni e violenze sistematiche su ragazzi stranieri dai 15 ai 19 anni, sospesi cinque agenti sotto inchiesta per vari reati, due per torture
Più che un carcere una specie di castello dell’orrore. A Roma.all’istituto penale minorile di Casal del Marmo dieci agenti sono indagati, a vario titolo, in un’inchiesta della Procura di Roma che ipotizza i reati di tortura, lesioni e falso ideologico in atto pubblico. I fatti contestati sarebbero avvenuti tra febbraio e novembre 2025 e, secondo quanto emerge, coinvolgerebbero almeno tredici detenuti, tutti stranieri di età compresa tra i 15 e i 19 anni.
L’indagine, riportata da “La Repubblica”, delinea uno scenario grave e drammatico.. Due agenti risultano indagati per tortura, cinque per lesioni e tre per falso ideologico in atto pubblico. Per cinque di loro è stata già chiesta la sospensione dal servizio.
Le accuse
Secondo la ricostruzione investigativa, le violenze si sarebbero consumate in particolare nelle zone dell’istituto non coperte dalle telecamere. È in questi spazi che, stando alle indagini, gli agenti avrebbero agito contro i giovani detenuti.Le accuse parlano di aggressioni e pestaggi compiuti con pugni, schiaffi, bastoni, sedie e perfino estintori. Un quadro accusatorio pesante, che riguarda una struttura destinata ai minori e che, proprio per questo, rende ancora più delicata la portata dell’inchiesta.
Almeno tredici i detenuti vessati
Nel fascicolo rientrerebbero almeno tredici detenuti stranieri, tutti molto giovani, tra i 15 e i 19 anni. È questo il gruppo di persone offese che emergerebbe dalle prime risultanze investigative. La contestazione più grave, quella di tortura, riguarda due agenti. Altri cinque rispondono invece di lesioni, mentre per tre viene ipotizzato il falso ideologico in atto pubblico, segno che una parte dell’inchiesta tocca anche il modo in cui i fatti sarebbero stati successivamente rappresentati o verbalizzati. Accanto agli sviluppi penali, c’è anche il fronte delle misure interdittive. Per cinque agenti la Procura ha chiesto la sospensione dal servizio, misura che punta a incidere immediatamente sul rapporto con l’amministrazione penitenziaria in attesa dell’evoluzione dell’inchiesta.
Una vicenda già segnalata
Sul caso delle presunte violenze nell’istituto penale minorile di Casal del Marmo, a Roma, interviene anche Antigone, che ricorda di avere già segnalato la vicenda alla Procura della Repubblica la scorsa estate. L’associazione spiega infatti di avere presentato un esposto nel mese di luglio, dopo avere raccolto notizie su possibili reati commessi ai danni di ragazzi reclusi nella struttura. «Nella primavera dello scorso anno l’associazione era venuta a conoscenza di alcuni casi di possibili violenze», afferma. Dopo avere raccolto le testimonianze, aggiunge, Antigone decise di procedere «alla presentazione di un esposto dove si dettagliavano alcuni di questi episodi». Dopo l’apertura dell’inchiesta, l’associazione chiede ora una risposta chiara da parte delle istituzioni, a cominciare dal ministero. «Ora ci si attende una presa di posizione ministeriale netta contro le violenze e le torture», dichiara Gonnella, presidente dell’associazione.
“Non mele marce, ma un problema di sistema”
UNa riflessione più ampia arriva da Susanna Marietti, coordinatrice nazionale e responsabile dell’osservatorio minori di Antigone, che sottolinea come i racconti raccolti non facessero pensare a episodi isolati. «Quello che emergeva da quei racconti è che non si trattava di mele marce, ma di un problema di sistema», osserva. È un passaggio che sposta il baricentro dell’analisi: non il comportamento deviato di singoli, ma un contesto più ampio che avrebbe consentito o favorito certe condotte.
