Aumentano gli ostaggi presi da Hamas, Usa e Qatar trattano per la liberazione

Aumentano gli ostaggi presi da Hamas, Usa e Qatar trattano per la liberazione

Aumentano gli ostaggi presi da Hamas, Usa e Qatar trattano per la liberazione   Photo Credit: agenziafotogramma.it


23 ottobre 2023, ore 11:00

Nel mentre Israele però Israele non cede, durante le trattative "nessun cessate il fuoco"

La tensione in Medio oriente resta alta su più fronti. Anzitutto quello degli ostaggi, 222 nell'ultimo bilancio israeliano, detenuti da Hamas all’interno della Striscia, tra cui anche due italiani, come riferito dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Stati uniti e Qatar starebbero lavorando per liberarli ma da Israele fanno sapere che anche durante le trattative non ci sarà nessun “cessate il fuoco” a Gaza, dove nelle scorse ore si sono intensificati i bombardamenti così come in Cisgiordania. Da qualche ora si sembrano invece fermati gli scontri tra l’esercito di Tel Aviv e le postazioni di Hezbollah nel sud del Libano. Resta comunque l’attesa per l’annunciata operazione di terra di Israele, mentre la comunità internazionale teme un allargamento del conflitto. Anche dall’Iran è arrivato un avvertimento sul rischio che la situazione diventi incontrollabile. Tutto mentre l’alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea Borrell chiede di fare attenzione sul non usare due pesi e due misure con Israele e Ucraina, ribadendo che "la cosa più importante ora è chiedere la consegna degli aiuti umanitari a Gaza".

Le trattative

Dal primo nuovo attacco di Hamas del sette ottobre scorso la presa degli ostaggi è sempre stata un punto cruciale della nuova fase di tensione in Medio oriente. Avrebbero superato le duecento persone, 222 secondo Israele, mentre la comunità internazionale lavora per la loro liberazione, passaggio strettamente legato anche alla strategia militare di Tel Aviv, inclusa l'attesa invasione di terra su Gaza ancora non totalmente scattata. Il New york times riporta ora le posizioni di un alto funzionario militare israeliano secondo cui Hamas potrebbe rilasciare cinquanta ostaggi con doppia nazionalità sulla base dei colloqui tra gli Stati Uniti e il Qatar. "Stiamo seguendo minuto per minuto i nostri connazionali che sono in Israele, nella Striscia di Gaza e che sono ostaggi", ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Sono tre diverse istanze, c'è più di una famiglia italiana nel nord di Israele, dove sono in attacco gli Hezbollah, abbiamo due ostaggi e abbiamo un altro gruppo di italiani nel sud della Striscia di Gaza che ci auguriamo possano uscire il prima possibile dal corridoio di Rafah".

Tajani, "rischio di allargamento del conflitto"

Da Lussemburgo, il ministro degli Esteri italiano è tornato a parlare della necessità di una "de-escalation" con "l'interruzione del lancio di razzi da parte di Hamas ed Hezbollah". Su una tregua possibile, Tajani ha ribadito però che "non si può permettere ad Hamas di fare quel che vuole. Israele ha il diritto di difendersi ma in modo proporzionato, senza colpire indiscriminatamente la popolazione civile a Gaza". Intanto, mentre la comunità internazionale lavora per evitare l'allargamento del conflitto, il ministro della Difesa Guido Crosetto è in visita in Libano dove ha incontrato gli oltre mille militari italiani dispiegati nel sud del paese vicino al confine con Israele.

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