Sicilia, Luigi D’Angelo (Protezione Civile) a RTL 102.5: “Situazione critica, fascia da 50 metri a forte rischio crollo”
Sicilia, Luigi D’Angelo (Protezione Civile) a RTL 102.5: “Situazione critica, fascia da 50 metri a forte rischio crollo” Photo Credit: ANSA/ALESSANDRO DI MEO
28 gennaio 2026, ore 10:30
Luigi D’Angelo, direttore dell’ufficio Gestione delle Emergenze del Dipartimento della Protezione Civile, interviene a RTL 102.5
Luigi D’Angelo, direttore dell’ufficio Gestione delle Emergenze del Dipartimento della Protezione Civile, interviene a RTL 102.5 in merito alla frana a Niscemi, in Sicilia. All’interno di Non Stop News, con Enrico Galletti, Massimo Lo Nigro, Giusi Legrenzi e Lucrezia Bernardo.
LA SITUAZIONE A NISCEMI
«La frana è molto estesa, si tratta di circa quattro chilometri di fronte. Sull'orlo della frana c'è una zona di rispetto che è stata totalmente evacuata di circa 150 metri, dove sostanzialmente ci sono due scuole, ci sono delle attività commerciali e ci sono 1500 residenti che sono stati evacuati. Quindi, in queste ore, per noi è molto importante che tutto il sistema di Protezione Civile Nazionale sta operando ed è allertato dalle strutture operative, dai vigili del fuoco, forze dell'ordine, le istituzioni, comune, provincia, regione e Dipartimento nazionale, stanno lavorando intanto per monitorare costantemente la situazione, per cercare di comprendere quali possono essere le evoluzioni del fenomeno. Niscemi è un comune grande, di 25 mila abitanti, che in questo momento accoglie i 1500 residenti che si sono dovuti allontanare dalle loro abitazioni. Quindi assistenza a queste persone, rispetto di questa zona rossa, monitoraggio costante dei fenomeni franosi e riattivazione di quelle che sono le strade per poter riconnettere un po' il tessuto urbano, perché delle quattro strade provinciali, due sono interrotte dalla frana».
GLI SVILUPPI DELLA FRANA
«Questo non è facile a dirsi, in quanto per esempio in questo momento qui sta piovendo, quindi l'acqua è un po' il principale motore di questo fenomeno franoso, quindi bisognerà sicuramente attendere che smettano le piogge, che il livello dell'acqua nel terreno in qualche modo si assesti per poter capire quali possono essere le possibili evoluzioni. In questo momento non è facile prevederlo, però chiaramente il monitoraggio a vista di possibili fratture e di possibili lesioni aiuta. Pertanto è importante appunto il rispetto di questa fascia di 150 metri dove chiaramente i cittadini non vanno, in questo momento operano geologi esperti per monitorare e c'è all'interno di questa una fascia di 50 metri dall'orlo dove non vanno neanche i vigili del fuoco, perché quella è veramente a possibile rischio di crolli».
LA POPOLAZIONE DI NISCEMI
«Lunedì il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo Stato di Emergenza Nazionale per il ciclone Harry e chiaramente comprendendo anche queste vicende di Niscemi che sono conseguenti alle piogge occorse nei giorni scorsi. Pertanto ci sono degli immediati sostegni, sia per le attività commerciali sia per i privati cittadini, in particolare chi è in autonoma sistemazione riceve un sostegno mensile per essere ricollocato in altre abitazioni, quindi da parenti o amici. Il Comune ha allestito, con il supporto della Protezione Civile, un centro di accoglienza, ma veramente sono poche le unità che trascorrono lì la notte, molti sono da parenti e amici. Come dicevo, è un Comune che accoglie questa popolazione purtroppo sfortunata che sta vivendo questo terribile dramma di aver dovuto abbandonare le proprie cose, le proprie abitazioni rapidamente ed essere venuta via. Quindi soprattutto l'accoglienza e il supporto a queste persone sono il principale focus della nostra attività. C'è una fascia di almeno 50 metri dall'orlo che è a fortissimo rischio crollo, lì chiaramente ci sono delle abitazioni, però è importante anche capire nei prossimi giorni e nelle prossime ore quale possa essere l'area all'evoluzione. Sicuramente c'è una fascia che è molto a rischio crollo, perché si è creato uno strapiombo di circa 50 metri e su questo strapiombo ci sono alcune case, quindi sicuramente è difficile immaginare che lì si possa tornare a vivere».
