Spari al gala di Washington con i media. Paura per Donald Trump, che fa un appello all'unità

Spari al gala di Washington con i media. Paura per Donald Trump, che fa un appello all'unità

Spari al gala di Washington con i media. Paura per Donald Trump, che fa un appello all'unità   Photo Credit: Ansa / Will Oliver


26 aprile 2026, ore 13:15 , agg. alle 14:42

È accaduto nella notte italiana, in quella che doveva essere una serata di festa. L'aggressore è un insegnante californiano di 31 anni, che è stato fermato. Solidarietà unanime al tycoon

Sono stati gli spari a rompere il clima di festa all'Hilton Hotel di Washington, dove più di duemila giornalisti si erano radunati per l'annuale cena dei corrispondenti della Casa Bianca, appuntamento a cui, per la prima volta, partecipavano anche Donald Trump e J.D. Vance. Scene di panico quando è risuonato il rumore dei colpi, quattro o cinque, esplosi subito fuori dal salone. Immediato l'intervento del Secret Service, che ha messo il salvo il presidente, la moglie Melania e il vice, mentre il presunto aggressore veniva bloccato. 


CHI È COLE TOMAS ALLEN

Non è chiaro quale fosse l'obiettivo di Cole Tomas Allen, insegnante californiano di 31 anni, incensurato, che sui social si definisce anche informatico e sviluppatore di videogiochi. Secondo le prime ricostruzioni, avrebbe agito da solo, con addosso un fucile, una pistola e diversi coltelli. Quando gli agenti lo hanno fermato, aveva appena superato un metal detector vicino all'ingresso. Uno dei suoi colpi ha ferito lievemente uno dei poliziotti, che si è salvato grazie al giubbotto antiproiettile. Ora si cerca di ricostruire come si sia mosso Allen, che probabilmente era ospite dell'hotel. La sua posizione verrà chiarita nelle prossime ore. Già domani, infatti, comparirà davanti alla Corte Distrettuale Federale. 

TRUMP, "RISOLVIAMO LE DIFFERENZE"

In una conferenza stampa tenuta alla Casa Bianca subito dopo la sparatoria, Donald Trump ha parlato di un lupo solitario e di una persona "molto malata di mente". Il presidente, ancora in smoking, ha poi lanciato un appello all'unità. "Non è la prima volta, in questi due anni, che i repubblicani vengono attaccati o uccisi" ha detto, chiedendo di risolvere le differenze pacificamente. Poi ha aggiunto che nessun Paese è immune alla violenza politica e che la sua è una professione pericolosa. 

SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE

Un episodio per cui è arrivata la condanna dei leader mondiali, che stanno esprimendo solidarietà all'amministrazione americana. "Nessun odio politico può trovare spazio nelle nostre democrazie" ha scritto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. E vicinanza al tycoon è stata espressa anche dall'Alta Rappresentante per la politica estera europea, Kaja Kallas e da numerosi capi di governo, dal premier israeliano Netanyahu allo spagnolo Sanchez, dal francese Macron al britannico Starmer. Ma anche dalle autorità del Pakistan, che stanno mediando un possibile accordo per la fine delle ostilità tra Stati Uniti e Iran. 


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