L'attività fisica è decisiva per ridurre costi e malattie, lo studio di Sport e Salute insieme ad Agenas e al Ministero della Salute
L'attività fisica è decisiva per ridurre costi e malattie, lo studio di Sport e Salute insieme ad Agenas e al Ministero della Salute
12 maggio 2026, ore 17:30 , agg. alle 18:38
Dal diabete alla depressione, migliaia di casi evitati tra il 2019 e il 2024: ogni euro investito genera 2,24 euro di benefici sanitari
L’attività fisica come investimento sulla salute pubblica e non soltanto come strumento di benessere personale. È questo il messaggio centrale dello studio sperimentale presentato oggi a Roma durante gli Internazionali BNL d’Italia, nato dalla collaborazione tra Sport e Salute, Agenas e Ministero della Salute. Un’analisi che prova a tradurre in numeri concreti l’impatto economico della pratica sportiva sul sistema sanitario nazionale, evidenziando come muoversi di più possa significare meno malattie e una riduzione significativa dei costi per la sanità pubblica.
L'IMPATTO ECONOMICO DELlO SPORT SUL SISTEMA SANITARIO NAZIONALE
Lo studio prende in considerazione il periodo compreso tra il 2019 e il 2024 e analizza la popolazione adulta over 18. Il dato più significativo riguarda il rapporto tra spesa e benefici: per ogni euro investito nella promozione dell’attività fisica e nelle infrastrutture sportive, il ritorno stimato in termini di risparmio sanitario diretto è pari a 2,24 euro. Secondo quanto emerso dall’indagine, gli investimenti complessivi considerati ammontano a circa 3,16 miliardi di euro. L’obiettivo era valutare quanto l’aumento dell’attività fisica potesse incidere sulla prevenzione di alcune patologie croniche e disturbi legati alla salute mentale. I risultati, secondo Agenas e Sport e Salute, mostrano un impatto importante sia sul piano sanitario sia su quello economico.
LE PATOLOGIE ANALIZZATE
Tra le patologie analizzate spicca il diabete: nel quinquennio preso in esame si stimano fino a 3.971 casi evitati, con un risparmio per il Servizio sanitario nazionale superiore agli 11,8 milioni di euro. Ancora più rilevante il dato relativo alle cardiopatie coronariche, con circa 8.698 casi in meno e un beneficio economico che supera i 12 milioni di euro. Importanti anche i numeri relativi all’ictus, con quasi 2.800 casi evitati e oltre 11 milioni di euro risparmiati. Lo studio evidenzia inoltre un impatto significativo su alcune forme tumorali: i tumori ai reni registrano oltre 500 casi in meno, mentre per il tumore alla mammella la stima parla di circa 717 casi evitati nel periodo considerato. Ma è soprattutto sul fronte della salute mentale che emergono i dati più impressionanti. Ansia e depressione fanno registrare una riduzione stimata di oltre 92 mila casi, con un risparmio superiore ai 74 milioni di euro. Numeri molto elevati anche per la demenza: più di 3.200 casi evitati e circa 68 milioni di euro di costi sanitari risparmiati.
IL FENOMENO TENNIS
All’interno dell’analisi trova spazio anche il fenomeno tennis, trainato negli ultimi anni dall’esplosione del movimento italiano. Secondo il report, rispetto al 2018 il numero dei tesserati è aumentato del 220%, mentre il risparmio complessivo stimato per il Servizio sanitario nazionale collegato alla pratica del tennis nel periodo 2019-2024 arriva a circa 50 milioni di euro, soprattutto grazie alla prevenzione dell’obesità. Lo studio, sottolineano i promotori, rappresenta soltanto una prima fase di analisi. Nei prossimi mesi la ricerca verrà ampliata includendo anche la fascia pediatrica e ulteriori patologie come ipertensione e obesità. L’obiettivo è costruire un modello sempre più preciso capace di misurare quanto lo sport possa incidere non solo sulla qualità della vita, ma anche sulla sostenibilità economica del sistema sanitario italiano.
