Stop al vaccino AstraZeneca per gli under 60, Pfizer o Moderna per chi ha già fatto la prima dose

Stop al vaccino AstraZeneca per gli under 60, Pfizer o Moderna per chi ha già fatto la prima dose

Stop al vaccino AstraZeneca per gli under 60, Pfizer o Moderna per chi ha già fatto la prima dose


12 giugno 2021, ore 13:30

Il commissario Figliuolo ha stimato in 4,7 milioni gli italiani over 60 che ancora potrebbero beneficiare del siero anglo-svedese

Nuovi aggiornamenti sono arrivati da parte del Comitato tecnico-scientifico e del Ministero della salute in merito al prosieguo della campagna vaccinale del nostro Paese. Gli occhi erano tornati a concentrarsi negli ultimi giorni sul siero AstraZeneca, già nell'occhio del ciclone per alcuni casi di trombosi. Nonostante le circostanze siano ancora da accertare, la morte della giovane Camilla Canepa a Sestri Levante ha riportato i riflettori a riaccendersi sul siero anglo-svedese. Dopo il nuovo parere del Cts, il Ministero della Salute ha pubblicato una circolare, a firma del direttore della prevenzione del ministero Gianni Rezza, secondo cui il vaccino Vaxzevria di AstraZeneca "verrà somministrato solo a persone di età uguale o superiore ai sessant'anni". Per coloro i quali hanno già effettuato la prima dose con questo siero e hanno meno di sessant'anni - dalle stime si tratterebbe di circa novecentomila persone - "il ciclo dovrà essere completato con una seconda dose di vaccino a mRNA" Pfizer o Moderna, "da somministrare ad una distanza compresa tra le otto e le dodici settimane dalla prima dose".

Gli open day

Nelle ultime ore la campagna vaccinale italiana ha sfondato quota quarantuno milioni di somministrazioni totali, a fronte di quasi quattordici milioni di italiani che hanno completato il ciclo di immunizzazione; con le ultime novità le regioni, "ogniqualvolta promuoveranno eventi Open Day che sensibilizzano alla vaccinazione, dovranno rispettare le indicazioni per fasce d'età, rendendo quanto più possibile l'approccio alla vaccinazione omogeneo sul territorio nazionale". La raccomandazione è contenuta nell'ultimo verbale del Comitato tecnico-scientifico, il cui estratto è stato allegato alla circolare ministeriale pubblicata nelle scorse ore.

Le valutazioni su Johnson&Johnson

Ancora nei verbali del Cts si torna a parlare anche del siero Johnson&Johnson, nonostante venga evidenziato come "lo stato attuale delle conoscenze, il numero di poco superiore al milione di dosi somministrate nel Paese e la rarità delle segnalazioni di eventi trombotici rari a oggi disponibili non permettono di trarre valutazioni conclusive rispetto al rapporto beneficio/rischio relativo al vaccino Janssen". Nessuna novità dunque per il siero americano, che allo stato attuale viene raccomandato - come anche indicato dall'Agenzia italiana del farmaco - ancora ai soggetti over sessanta. Il Cts ha però messo a verbale che il siero prodotto da Janssen potrebbe essere preferibile in specifici casi in cui la singola somministrazione risulti vantaggiosa, "previo parere del Comitato etico territorialmente competente".


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