Super Bowl a tinte Seahawks: difesa dominante, Patriots al tappeto e Seattle conquista il titolo NFL
Super Bowl a tinte Seahawks: difesa dominante, Patriots al tappeto e Seattle conquista il titolo NFL Photo Credit: EPA/CHRIS TORRES
09 febbraio 2026, ore 17:26
Al Levi’s Stadium Seattle travolge New England 29-13 nel Super Bowl: difesa decisiva, Walker MVP e secondo Lombardi Trophy nella storia dei Seahawks
Quando il cielo sopra Santa Clara si è illuminato dei fuochi d’artificio, non c’erano più dubbi su chi avesse davvero comandato la notte più importante del football americano. Il Super Bowl giocato al Levi’s Stadium si è trasformato in una lunga dimostrazione di forza dei Seattle Seahawks, capaci di piegare i New England Patriots con un netto 29-13 e di alzare al cielo il secondo Lombardi Trophy della loro storia.
UN SUCCESSO CHE PARTE DALLA DIFESA
Il successo di Seattle nasce lontano dai riflettori dell’attacco e dalle statistiche scintillanti dei quarterback. A fare la differenza è stata una difesa feroce, organizzata e implacabile, che ha tolto ossigeno ai Patriots per tre quarti abbondanti, lasciandoli a secco di punti e di fiducia. Una prestazione che ha evocato ricordi potenti per i tifosi: l’ombra lunga della celebre “Legion of Boom” è tornata ad aleggiare sul campo, pur con interpreti diversi e una nuova guida tecnica. Coach Mike Macdonald, a soli 38 anni, entra così nella ristrettissima cerchia degli allenatori più giovani di sempre capaci di vincere il Super Bowl. La sua impronta è evidente: aggressività controllata, pressione costante sul quarterback avversario e una capacità chirurgica di colpire nei momenti chiave. Il giovane Drake Maye, regista dei Patriots, è apparso spesso smarrito di fronte ai blitz e alle coperture di Seattle, chiudendo la serata con errori pesanti che hanno indirizzato definitivamente la gara.
UN INIZIO EQUILIBRATO
Eppure, all’inizio, il punteggio raccontava una storia più equilibrata di quanto non fosse realmente il campo. Seattle ha mosso il tabellone solo grazie al piede precisissimo di Jason Myers, autore di quattro field goal nei primi tre quarti. Un 12-0 costruito con pazienza, mentre New England collezionava punt e occasioni mancate, incapace di superare una linea difensiva che sembrava invalicabile. All’intervallo, i Patriots avevano prodotto poco più di cinquanta yard offensive: numeri impietosi per una finale NFL. L’attacco dei Seahawks non è stato spettacolare, ma tremendamente efficace quando serviva. Sam Darnold, spesso bersaglio di critiche nel corso della sua carriera, ha gestito la partita con lucidità, evitando rischi inutili e affidandosi al gioco di corsa. Kenneth Walker è stato il vero motore offensivo: 135 yard guadagnate a terra, continui cambi di passo e la sensazione costante di poter spezzare la partita da un momento all’altro. Non a caso, a fine gara, è stato lui a ricevere il premio di MVP.
L'ULTIMO QUARTO DEFINITIVO
La svolta definitiva è arrivata all’inizio dell’ultimo quarto. Dopo l’ennesimo errore dei Patriots, Seattle ha colpito in end zone con il touchdown che ha spezzato l’equilibrio psicologico della sfida: Darnold ha pescato il tight end AJ Barner con un lancio preciso per il 19-0. A quel punto, la partita ha assunto i contorni di una salita quasi impossibile per New England. I Patriots hanno provato a reagire con orgoglio. Maye ha trovato Mack Hollins con un lancio profondo da 35 yard per il primo touchdown della serata, riaccendendo per un attimo le speranze. Ma è stata solo un’illusione. Poco dopo, un intercetto sanguinoso ha consegnato di nuovo il pallone a Seattle, che ha allungato ulteriormente con un altro calcio di Myers, protagonista assoluto anche dal punto di vista statistico con cinque field goal a segno, record per il Super Bowl. Il colpo del definitivo ko è arrivato ancora una volta dalla difesa. Uchenna Nwosu ha letto alla perfezione un lancio di Maye, intercettando il pallone e riportandolo in end zone per 45 yard. Un’azione simbolo della serata: aggressività, istinto e una superiorità fisica evidente. L’ultimo touchdown dei Patriots, a giochi ormai chiusi, è servito solo a rendere il punteggio meno severo. Per Seattle, la vittoria rappresenta il coronamento di una stagione dominata dalla solidità e dalla continuità. I Seahawks si erano presentati al Super Bowl da favoriti, ma pochi avrebbero immaginato uno scarto così netto contro una squadra capace di vincere 17 partite durante l’anno. Per New England, invece, la sconfitta non cancella il percorso di crescita sotto la guida di coach Mike Vrabel, chiamato a ricostruire una franchigia reduce da stagioni difficili. Resta però l’amarezza per una finale in cui l’attacco non è mai riuscito davvero a entrare in partita.
