Superlega, i club pronti a partire, la Uefa: ne pagheranno le conseguenze

Superlega, i club pronti a partire, la Uefa: ne pagheranno le conseguenze

Superlega, i club pronti a partire, la Uefa: ne pagheranno le conseguenze


20 aprile 2021, ore 20:50 , agg. alle 10:02

Intanto un tribunale di Madrid ha emesso una misura cautelare che impedisce alla Fifa, all'Uefa, alla Liga spagnola e alle federazioni calcistiche nazionali di prendere provvedimenti contro i club

Il mondo del calcio Europeo è nella tempesta, diviso in due fazioni. Da una parte l'Uefa con il suo presidente, Aleksander Ceferin, che prova a tendere la mano invitando "i presidenti di alcuni club, inglesi principalmente, a "cambiare idea", dall'altra Florentino Perez che indica nella Superlega la via "per salvare il calcio", mentre viene ribadita la contrarietà della Fifa, col presidente, Gianni Infantino, che annuncia che "i club ne pagheranno le conseguenze".  I 12 club "scissionisti" da una parte, il resto del mondo dall'altra. E intanto un tribunale di Madrid  ha emesso una misura cautelare che impedisce alla Fifa, all'Uefa, alla Liga spagnola e alle federazioni calcistiche nazionali di prendere provvedimenti contro i club che hanno annunciato l'adesione alla Superlega. Una richiesta preventiva presentata venerdì scorso dalla European Superleague Company SL.

Un salvagente economico

Il fine "salvifico" della Superlega evocato da Perez è contrastato dall'Uefa.  Ceferin ne ha parlato apertamente nel corso dell'esecutivo di Montreaux: "Con la Superlega stanno provando a privatizzare il calcio.  Ma siamo pronti, li aspettavamo anche se non sapevamo quando sarebbero arrivati. I governi, i tifosi, i media sono con noi. Gli permetteremo di prendere il calcio? No, credetemi, è una partita che non possiamo perdere. Il calcio non appartiene a nessuno. O meglio, appartiene a tutti, perché il calcio fa parte del nostro patrimonio". L'intervento del n.1 dell'Uefa è duro, ma lascia qualche spiraglio ai 12 club. "Avete fatto un grande errore. Qualcuno potrebbe dire che sia avarizia, ignoranza o altro, ma non importa, siete ancora in tempo per cambiare idea. Tutti commettono errori". La confederazione europea del calcio tornerà a riunirsi venerdì con all'ordine del giorno la questione delle città che ospiteranno l'Europeo e non è escluso che il tema Superlega possa essere inserito tra gli argomenti: esclusioni dalla Champions, sanzioni come ha annunciato ieri il n.1 della federcalcio danese Moller. Decisamente duro, nel suo intervento, Infantino: "La Fifa è una organizzazione costruita sui valori, i veri valori dello sport. Non possiamo che fortemente condannare la creazione di una Superlega, che é un qualcosa di chiuso, che è una fuga dalle attuali istituzioni calcistiche. Non c'è nessun dubbio che la Fifa disapprovi questo progetto". Una visione opposta a quella di Perez, secondo il quale "il calcio deve evolversi e questo format ci garantirà molti più soldi. La Champions ormai ha perso appeal"


Diversi i contrari

Pep Guardiola, manager del Manchester City, una delle 12, che senza mezzi termini dice che "quando non esiste relazione tra l'impego e il risultato, non è più sport". E si muovono anche i calciatori: il capitano del Liverpool ha convocato una riunione con i 'colleghi' di Premier per prendere una posizione unitaria, mentre i tifosi sono sul piede di guerra. Fuori da Stamford Bridge, quelli del Chelsea - altro club coinvolto - hanno inscenato una protesta contro "l'avidità nel calcio". In effetti qualche ripensamento sembra esserci. Secondo i media britannici, Manchester City e Chelsea starebbero vacillando: il Chelsea in particolare starebbe preparando la documentazione per abbandonare il progetto. Il fronte anti Superlega in Inghilterra è forte e vede Boris Johnson, in prima linea. Il premier ammonisce "i club miliardari" protagonisti del progetto che il calcio non è solo "merce" e che esiste un legame fra le squadre, i tifosi, i territori. Per Johnson la Superlega è un'operazione "di cartello chiusa", che non rispetta lo sport. E il governo è pronto "se necessario" a fermarla con "una soluzione legislativa", pur auspicando che siano le società a correggere la rotta da sole. Ed anche gli spagnoli dell'Atletico Madrid sembrerebbero ripensarci.


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