Taxi, manifestazione davanti a Montecitorio: slogan, petardi e cartello contro la premier Meloni. E contro Uber

Taxi, manifestazione davanti a Montecitorio: slogan, petardi e cartello contro la premier Meloni. E contro Uber

Taxi, manifestazione davanti a Montecitorio: slogan, petardi e cartello contro la premier Meloni. E contro Uber   Photo Credit: AnsaFoto.it/Massimo Percossi


13 gennaio 2026, ore 15:11 , agg. alle 16:10

Il segretario dei Radicali Matteo Hallissey denuncia un'aggressione con sputi e calci: "Sono fra le lobby più potenti d'Italia". “Quando tutto sarà privato, saremo privati di tutto”, spiega Usb Taxi, una delle organizzazioni promotrici dello sciopero odierno

La protesta dei tassisti, nel giorno dello sciopero nazionale, arriva davanti alla sede del Parlamento. Con esplosione di petardi, slogan contro la premier Meloni definita 'l'americana'. E tensioni quando Matteo Hallisey, presidente di +Europa e dei Radicali italiani, è arrivato in piazza Montecitorio con un pos in mano contro la schiavitù della "lobby" dei taxi.

Meloni

"'Giorgia Meloni tu vuo' fa l'americana ma sei nata in Italy. Dove paga le tasse Uber?", uno dei cartelli della categoria da sempre importante bacino elettorale del centrodestra. La situazione appare sotto controllo ma resta tesa e la piazza davanti a palazzo Chigi è stata chiusa. "Le Iene uguale Mediaset. Forza Italia amici di banche e multinazionali ", si legge su un altro cartello. Hallissey ha denunciato di essere stato aggredito insieme a Ivan Grieco quando si sono avvicinati con Pos e cartelli 'basta lobby': "È inconcepibile che una delle lobby più tutelata d'Italia protesti chiedendo ancora più privilegi, scagliandosi contro le multinazionali invece di prendere atto della sostanziale assenza di concorrenza e degli enormi disservizi provocati ai cittadini - per non parlare dei redditi dichiarati bassissimi. La risposta è stata un'aggressione pesantissima da parte dei tassisti che hanno sfondato la piazza e tentato di superare le forze dell'ordine per raggiungerci tra sputi e calci".

Salvini

Da parte sua il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha annunciato di aver convocato i rappresentanti della categoria: “Ho convocato per domani pomeriggio tutte le associazioni sindacali. Non ho voluto interferire. E' giusto che ognuno rivendichi quello che ritiene di rivendicare e domani pomeriggio ho convocato tutte le sigle dei taxi al ministero", ha spiegato.

Le rivendicazioni

Per tutta la giornata di oggi, sciopero dei taxi, fino alle 22, proclamato da una ventina di sigle e associazioni di rappresentanza della categoria, tra le quali Tam, Unione Artigiani, Claai, ConsulTaxi, Satam, Ugl Taxi, Uti, Fedartaxi Cisal, Fast Confsal Taxi, Uritaxi, Filt Cgil Taxi, Usb Taxi, Orsa Taxi, Associazione tutela legale Taxi, Sitan, Unimpresa, Sul Taxi. “Rivendichiamo un reddito dignitoso e la difesa del servizio pubblico. La protesta denuncia le manovre politiche e gli interessi delle multinazionali, con un attacco specifico a piattaforme come Uber, accusate di elusione fiscale. Secondo i tassisti, il fatturato di Uber Italy equivale a quello di oltre 450 licenze, ma con un gettito fiscale irrisorio per lo Stato. Un paradosso accentuato dalla scelta di Milano-Cortina 2026 di sceglierla come sponsor dei trasporti olimpici. Vogliamo un servizio governato dalle comunità, non da algoritmi. Quando tutto sarà privato, saremo privati di tutto”, spiega Usb Taxi, una delle organizzazioni sindacali promotrici dello sciopero.

 


Argomenti

  • Meloni
  • Salvini
  • taxi
  • Uber