Totò ci lasciava il 15 aprile del 1967, gli ultimi momenti di vita del principe della risata. E quel desiderio confidato all'autista...

Totò ci lasciava il 15 aprile del 1967, gli ultimi momenti di vita del principe della risata. E quel desiderio confidato all'autista...

Totò ci lasciava il 15 aprile del 1967, gli ultimi momenti di vita del principe della risata. E quel desiderio confidato all'autista...   Photo Credit: Ansa.it


15 aprile 2026, ore 14:00

Ricorre l'anniversario della morte di Totò, indimenticabile maschera del cinema e teatro

"Portami a Napoli, non mi sento per niente bene". Totò, il principe della risata, prima di morire quel 15 aprile del 1967 chiede alla compagna Franca Faldini e all'autista Carlo Cafiero andare nella città del Golfo. Per l'ultima volta. Si accorge che qualcosa non va, non sta bene. Da giorni accusa stanchezza e forti dolori al petto. A 69 anni un infarto lo porta via per sempre in piena notte. Gli ultimi momenti di vita di Antonio De Curtis sono raccontati dalle cronache dell'epoca. Totò si trova nella sua casa romana, in via dei Monti Parioli (dove vive dal 1960 al 1967), ma vuole tornare a Napoli nel suo rione Sanità (dov'è nato). 

LO SGOMENTO DEL MONDO DELLO SPETTACOLO

La notizia della sua morte lascia tutti senza parole. Vengono mandati in stampa nuovamente i giornali per dedicare a Totò la prima pagina. Da "Paese sera", al "Corriere della sera". Poi "Il Mattino", "Il Roma" e tanti altri quotidiani salutano il principe della risate. Edizione straordinaria del Telegiornale. Nessuno avrebbe immaginato dell'sua morte. Due, no tre funerali (mai accaduto prima): uno a Roma, l'altro ufficiale nella Basilica del Carmine di Napoli con oltre 100mila partecipanti ed il terzo, il mese successivo, al Rione Sanità. E qui c'è una storia a dir poco incredibile da raccontare. Liliana, la figlia di Totò, al funerale viene avvicinata da uno storico ‘guappo' del rione Sanità, tale Luigi Campoluongo, che chiede alla figlia del Principe un altro funerale nel Rione Sanità.

IL RICORDO DEL CARDINALE COCCOPALMERIO

Il cardinale Francesco Coccopalmerio è grande fan di Totò. Da sempre. Possiede la sua medaglietta d'oro e la lettera scritta nel famoso film a due mani con Peppino. Ovviamente incorniciata nella sua casa all'interno del Vaticano. "Io prego per lui. Non l'ho mai conosciuto, ma da Lassù mi guarda", racconta il cardinale a RTL 102.5.

TOTO', UNA MASCHERA INTRAMONTABILE E L'AMORE PER I CANI

Una maschera. Un personaggio che rimarrà nella storia. Perché gli artisti non muoiono mai. Decine e decine di film, un successo dopo l'altro per De Curtis: per tutti, semplicemente, Totò amava gli animali a tal punto che diventa celebre la frase: "U cane è nu signore". Infatti, Totò li adottava, curava con cura. Aveva un rapporto di simbiosi con gli amici a quattro zampe. Era un uomo di grande cuore: si racconta che, ogni volta prima di uscire, diceva al suo autista di dover fare beneficienza. Infatti, prima di tornare a casa era solito regalare 10 mila lire a qualcuno incontrato per caso. Sempre. Diecimila lire dell'epoca erano davvero tanti soldi. 

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