Tra pochi mesi sarà libero Marco Di Muro, condannato a 14 anni per l'omicidio di Federica Mangiapelo
Tra pochi mesi sarà libero Marco Di Muro, condannato a 14 anni per l'omicidio di Federica Mangiapelo Photo Credit: Ansa
11 marzo 2026, ore 17:00
All'epoca dei fatti non c'era ancora il reato di femminicidio e nemmeno la legge 33 che vieta il rito abbreviato per alcuni delitti, Di Muro è già fuori da Rebibbia, affidato ai servizi sociali
E’ 'uscito dal carcere ed è in prova ai servizi sociali Marco Di Muro condannato per l'omicidio di Federica Mangiapelo, la 16enne trovata morta sulle rive del lago di Bracciano all'alba dell'1 novembre del 2012.La notizia è stata anticipata dal quotidiano il Messaggero.
Al momento, scrive il giornale , Di Muro (che allora aveva 23 anni) è in affidamento in prova ai servizi sociali, ma a giugno sarà libero perché avrà estinto il suo conto con la giustizia. All’epoca dei fatti Di Muro era stato condannato infatti a 14 anni per omicidio volontario: non era stato ovviamente introdotto il reato di femminicidio, e nemmeno la legge n.33 del 2019 che vieta l'accesso al giudizio abbreviato per i delitti puniti con l'ergastolo (come l'omicidio). Il giovane, durante il processo di primo grado, aveva perciò chiesto e ottenuto il giudizio abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena: condannato dal gip di Civitavecchia a 18 anni, la pena fu poi ridotta a 14 in appello e confermata dalla Cassazione.
La riflessione del padre della ragazza
"Quanto vale poco la vita di mia figlia" è il commento sui social del papà della ragazza. I carabinieri accertarono che Federica era uscita dall'abitazione del padre Gino intorno alle 22.30 del 31 dicembre, per andare con il fidanzato Marco e festeggiare la notte di Halloween. Verso le 3 della notte scoppiò un litigio tra i due, al termine del quale la ragazza chiese di essere riaccompagnata a casa. Il suo cadavere seminudo venne trovato da un passante il primo novembre 2012 sul bagnasciuga del lago di Bracciano. Marco Di Muro, all'epoca dei fatti 23enne, lavorava come cameriere a Formello: dopo averla buttata a terra e stordita, le aveva spinto la testa sott'acqua sulle rive del lago di Bracciano.
Un caso riaperto
Inizialmente si parlò di morte per cause naturali e il caso fu archiviato: solo grazie all'opposizione dei legali della famiglia della vittima l'inchiesta fu riaperta e due anni dopo, a dicembre 2014, il fidanzato fu arrestato per omicidio. Di Muro, per depistare le indagini, alle 4 del mattino aveva inviato dal suo pc un messaggio a Federica: «Abbiamo litigato, ma ti voglio sempre bene». Inspiegabile come ci siano voluti due anni per arrivare a lui. Dopo la sentenza definitiva, i legali della famiglia della vittima lo attaccarono duramente: «Non ha mai collaborato, ha anzi ostacolato il processo - aveva detto l’avvocato Andrea Rossi - Ha insultato i genitori di Federica su Facebook, ha fatto sparire borsa e cellulare della vittima, ha occultato il proprio cellulare e tanto altro».
Le difficoltà dell’omicida
Di Muro, ora 36enne, condannato in via definitiva e in questi anni recluso nel carcere di Rebibbia, è tornato a casa perché in affidamento in prova ai servizi sociali: a giugno sarà un uomo libero, dopo aver estinto il suo conto con la giustizia. «Sta cercando lavoro, riscontrando non poche difficoltà - spiega il suo difensore, l’avvocato Cesare Gai - Conduce una vita molto ritirata, anche perché deve attenersi a una serie di prescrizioni».
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