Treccani, è femminicidio la parola dell'anno 2023

Treccani, è femminicidio la parola dell'anno 2023

Treccani, è femminicidio la parola dell'anno 2023   Photo Credit: AgenziaFotogramma.it


28 dicembre 2023, ore 13:30

Il termine è entrato nella nostra lingua nel 2001. Una scelta per "porre l'attenzione sul fenomeno della violenza di genere, per promuovere un dibattito costruttivo"

La parola del 2023 è femminicidio. A decretarlo è Treccani, tra le più celebri enciclopedie italiane, nell'ambito della campagna #leparolevalgono. Una scelta che arriva in un anno segnato da una cronaca dolorosa, che ha raccontato ancora una volta violenze, prevaricazioni e donne uccise. Ma anche la voglia di reagire, con la commozione e lo sdegno che ha unito il Paese di fronte al caso Cecchettin. Una decisione, spiega Treccani, che "evidenzia l'urgenza di porre l'attenzione sul fenomeno della violenza di genere, per stimolare la riflessione e promuovere un dibattito costruttivo intorno a un tema che è prima di tutto culturale”.

ALLE ORIGINI DEL TERMINE

“L’uccisione diretta o provocata di una donna in quanto tale, espressione di una cultura plurisecolare maschilista e patriarcale che, penetrata nel senso comune anche attraverso la lingua, ha impresso sulla concezione della donna il marchio di una presunta, e sempre infondata, inferiorità e subordinazione rispetto all'uomo" è questa la definizione di femminicidio nel vocabolario della lingua italiana Treccani. Un termine, spiega l'enciclopedia, che ha fatto la sua comparsa nella lingua italiana nel 2001 e da allora si è esteso a macchia d’olio. La parola è un calco dell'inglese "feminicide", da confrontare con lo spagnolo "feminicidio", coniato dalla criminologa Diana Russel in un saggio e ripresa dall'antropologa messicana Marcela Lagarde in un suo scritto del 1993, per indicare i numerosissimi omicidi di donne al confine tra Messico e Stati Uniti.

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