Tredici Pietro a Sanremo 2026 con "Uomo che cade": testo e significato del brano

Tredici Pietro a Sanremo 2026 con "Uomo che cade": testo e significato del brano

Tredici Pietro a Sanremo 2026 con "Uomo che cade": testo e significato del brano


25 febbraio 2026, ore 00:15

Esordio per Tredici Pietro sul palco dell'Ariston con "Uomo che cade"

Classe 1997, Tredici Pietro - all’anagrafe Pietro Morandi - si avvicina al rap fin da giovanissimo, iniziando a scrivere le prime rime durante le scuole medie. Si fa conoscere nel 2018 con il singolo “Pizza e Fichi”, per poi pubblicare nell’anno successivo il primo progetto discografico, “Assurdo”. Nel 2026 arriva la prima partecipazione al Festival di Sanremo, che lo consacra come una delle voci più interessanti della nuova generazione urban italiana. Sarà sul palco dell'Ariston con "Uomo che cade". 

IL SIGNIFICATO DI "UOMO CHE CADE"

In "Uomo che cade", l’artista bolognese racconta una relazione che diventa metafora della vita, attraverso un racconto di sé, degli altri e delle difficoltà che accompagnano il percorso di chi insegue i propri sogni. Secondo Tredici Pietro, sbagliare e cadere fa parte del cammino ed è spesso più importante dei successi. La canzone si presenta quindi come un inno alla resilienza, alla perseveranza e all’accettazione delle proprie fragilità.

GLI AUTORI DI "UOMO CHE CADE"

di P. Morandi - A. Di Martino - M. Spaggiari - A. Di Martino

IL TESTO DI "UOMO CHE CADE"

L’imbarazzo che ci sarà tra noi due questa sera sarà bellissimo

Lo aspetto come l’ultima cena

Sarai bellissima ma è il minimo che aspetto da te

Sarà anche colpa del tuo aspetto

Ma di me non ho rispetto

E mi sporco

Sotto la pelle

Ho gli interni neri come una Mercedes

Tu ti sporchi

A restare con me e,

Chiusa in uno specchio,

C’è tutto il tuo riflesso e… e

Cambi forma

Alle parole

Come il fumo alle feste

Muovi tutto ciò che è attorno

Come un Dio della notte

Io per te potrei anche perdermi in un gioco di niente

Ma se ti farà male allora non pensare

Chiudimi la porta in faccia

Se rivedermi piangere un po’ ti rilassa

Dimmi che hai troppe

Cose da dire

Cose da fare

Fogli bruciare

Per rimanere ferma a guardare

L’uomo che cade, l’uomo che cade

Se solo tu

Se solo sapessi che voglio soltanto che resti

Andassi via

Di questi palazzi non vedo che spenti riflessi

Dalla città (dalla città)

Che non riposa mai (che brucia ormai)

Forse sapresti chi sei

Tu sei la fine del film

La grande esplosione

La notte che conquista il giorno un nuovo colore

Sei la lama

Trafitta

E io il tuo polmone

Ma se ti farà male allora non pensare

Chiudimi la porta in faccia

Se rivedermi piangere un po’ ti rilassa

Dimmi che hai troppe

Cose da dire

Cose da fare

Fogli bruciare

Per rimanere ferma a guardare

L’uomo che cade, l’uomo che cade

E faccio un’altra figuraccia

Come un bambino scivolato in una piazza

A volte siamo bravi a sparire

Per non rischiare

Di farci male

Se guardi su c’è un uomo che cade,

L’uomo che cade, un altro che cade

Se solo tu

Andassi via

Dalla città che fotte l’anima

Forse potresti sì forse puoi

Chiudermi la porta in faccia

Se rivedermi al Margine ti scioglie l’ansia

Dimmi che hai troppe cose da dire

Cose da fare

Fogli bruciare

Per rimanere ferma a guardare

L’uomo che cade, l’uomo che cade

E faccio un’altra figuraccia

Come un bambino scivolato in una piazza

A volte siamo bravi a sparire

Per non rischiare

Di farci male

Se guardi su c’è un uomo che cade,

L’uomo che cade, un altro che cade


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