Trump, altri attacchi a Meloni. La premier non replica (per ora) e incontra a Palazzo Chigi Zelensky

Trump, altri attacchi a Meloni. La premier non replica (per ora) e incontra a Palazzo Chigi Zelensky

Trump, altri attacchi a Meloni. La premier non replica (per ora) e incontra a Palazzo Chigi Zelensky   Photo Credit: AnsaFoto.it/ANGELO CARCONI


15 aprile 2026, ore 17:30

Il leader ucraino è stato ricevuto anche al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Appuntamenti che confermano il sostegno dell’Italia, politico e militare, a Kiev, e ribadiscono il nostro ruolo nel percorso verso una pace sostenibile

Donald Trump insiste e va di nuovo all'attacco della premier Meloni. "Non abbiamo più lo stesso rapporto", dice il presidente americano a Fox News, all'indomani delle dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera, a cui ha detto di "essere scioccato dalla mancanza di coraggio" della presidente del Consiglio sull'Iran. "È stata negativa. Con chiunque ci abbia rifiutato l'aiuto in questa situazione iraniana, non abbiamo lo stesso rapporto", ha detto oggi Trump.

Il grande freddo

Parole che raccontano nuovamente il grande freddo sceso all’improvviso fra Roma e Washington. Il capo del governo fino ad ora ha scelto di non replicare, e oggi ha dedicato il suo impegno all’incontro qui a Roma con Zelensky: "Avanti con il sostegno a 360 gradi alla Nazione aggredita, l'Italia rimane al fianco di Kiev, appoggiare l'Ucraina è una ncessità di sciurezza per tutta l'Europa", ha detto Meloni in un punto stampa. L’appuntamento si è svolto a Palazzo Chigi, il leader ucraino poi è stato ricevuto al Quirinale dal presidente Sergio Mattarella: "Il mondo è ancora scosso dagli atti di aggressione fuori dal diritto internazionnale", ha affermato il Capo dello Stato. La tappa in Italia è arrivato dopo le visite di ieri in Germania e Norvegia, dove Zelensky ha firmato accordi di cooperazione militare. Per l’esecutivo guidato da Meloni l'incontro di oggi ha rappresentato un'occasione per confermare il sostegno politico e militare a Kiev, e ribadire il ruolo italiano nel percorso verso una pace sostenibile. E la visita del numero uno di Kiev si è inserita in una nuova fase della sua iniziativa diplomatica, volta a raccogliere di nuovo dai partner europei sostegno militare, garanzie di sicurezza e fondi per la ricostruzione.

Italia/Usa

Intanto dopo i nuovi attacchi di Trump, il ponte Italia-Stati Uniti ora traballa davvero. Perché il presidente americano non si limita a segnare una distanza politica: alza i toni, mette in discussione la leadership della premier. 'E quella che fino a pochi mesi fa veniva raccontata come una ''special relationship'' solida, costruita ben prima dell'approdo del tycoon alla Casa Bianca, si è trasformata di colpo nel grande gelo. Le frasi pronunciate ieri e oggi dal presidente americano sono un fendente al cuore del governo, un affondo che coglie l’esecutivo di sorpresa (almeno nella portata delle critiche) e alimenta il timore, sempre più concreto, di un isolamento internazionale. A Washington la scelta italiana di non concedere l'uso della base di Sigonella non è passata inosservata. Così come non sono state accolte favorevolmente le parole con cui MELONI ha preso le distanze dall'intervento americano in Iran. Mosse interpretate come segnali di smarcamento nel pieno della crisi, e ulteriormente appesantite - nella lettura statunitense - dal mancato sostegno operativo alle iniziative militari per riaprire lo Stretto di Hormuz. Il punto di rottura, però, si è consumato su un terreno ancora più simbolico: quello del Vaticano e la difesa italiana di Papa Leone XIV.

Il governo

Nel governo, nel frattempo, l'apprensione è palpabile. ''Ovviamente siamo preoccupati, ma'' lo smarcamento da TRUMP ''era una scelta obbligata'', raccontano fonti di Palazzo Chigi, richiamando il peso dell'opinione pubblica e della ''sincera solidarietà verso il Papa''. Una linea che ha privilegiato il consenso interno, ma che ora rischia di presentare un conto sul piano internazionale. A fare quadrato attorno alla premier è la maggioranza. Dalla Lega a Forza Italia, l'attacco del tycoon ricompatta il centrodestra. E, per una volta, ha portato anche a una sponda inattesa: la segretaria del Pd Elly Schlein. Di sicuro TRUMP ha attaccato nel tempo molti leader internazionali: questa volta è toccato a MELONI, ma il caso fa più rumore proprio perché si era accreditata l'idea di un rapporto privilegiato, quasi di un ''ponte'' politico con Washington. Il gelo con TRUMP segna un passaggio delicato. Non solo per i contenuti dello scontro, ma per il modo dirompente in cui è esploso. E soprattutto senza, almeno per adesso, una via d'uscita visibile.


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