Trump, attacco frontale al Papa: "E' debole e pessimo, si dia una regolata. Senza di me alla casa Bianca, lui non sarebbe in Vaticano"

Trump, attacco frontale al Papa: "E' debole e pessimo, si dia una regolata. Senza di me alla casa Bianca, lui non sarebbe in Vaticano"

Trump, attacco frontale al Papa: "E' debole e pessimo, si dia una regolata. Senza di me alla casa Bianca, lui non sarebbe in Vaticano"   Photo Credit: ANSA


13 aprile 2026, ore 10:07 , agg. alle 11:22

Il tycoon che voleva il Nobel per la pace reagisce in modo scomposto agli appelli per la pace espressi dal Pontefice. Frattura senza precedenti tra Casa Bianca e Vaticano. Perplessi e critici anche i politici di destra

ATTACCO SENZA PRECEDENTI

Il mondo è abituato alle uscite da bullo di un Donald Trump ormai fuori controllo. Ma l’attacco frontale al Papa ancora mancava alla collezione. Come sempre il presidente americano semplifica tutto in modo gretto e banale, dividendo il mondo tra i buoni (quelli che lo lodano) e i cattivi (quelli che lo criticano). La seconda categoria peraltro è segnalata in netto rialzo. I contenuti – e i toni- usati dal tycoon nel suo attacco al Vaticano hanno lasciato sgomenti e in Italia sono stati criticati anche dai politici di destra, che solitamente lo sostengono.

"DEBOLE E PESSIMO"

Trump sul suo social personale ha scritto che Leone XIV è un debole sul fronte della criminalità (manco fosse un questore) ed è pessimo in politica estera. Queste le parole su Truth: “E' debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera. Parla della paura nei confronti dell'amministrazione Trump, ma non menziona la paura che la chiesa cattolica — e tutte le altre organizzazioni cristiane — hanno provato durante il Covid, quando venivano arrestati sacerdoti, ministri di culto e chiunque altro per aver celebrato funzioni religiose”. Il presidente americano loda invece il fratello del Papa, Louis, perché “è totalmente MAGA, lui sì che ha capito tutto”.

NON GRADITI GLI APPELLI PER LA PACE

Trump non ha gradito gli appelli per la pace in Iran lanciati nei giorni scorsi dal Santo Padre, lui che voleva il Premio Nobel... E ora va al contrattacco: “Non voglio un Papa che ritenga accettabile che l'Iran possieda l'arma nucleare. Non voglio un Papa che trovi terribile il fatto che l'America abbia attaccato il Venezuela, un Paese che stava inviando enormi quantità di droga negli Stati Uniti e che, ancor peggio, stava svuotando le proprie carceri riversando nel nostro Paese assassini, spacciatori e criminali violenti. E non voglio un Papa che critichi il presidente americano poiché sto facendo esattamente ciò per cui sono stato eletto, con una vittoria schiacciante, vale a dire portare la criminalità ai minimi storici e creare il più grande mercato azionario della storia".

MANCATA GRATITUDINE

Con il consueto narcisismo, Donald Trump lamenta poi una mancanza di gratitudine nei suoi confronti: “Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano; si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano”.

QUASI UNA MINACCIA

L’intemerata presidenziale si chiude con un monito piuttosto aggressivo: “Leone dovrebbe darsi una regolata. Il suo atteggiamento, troppo debole sul fronte della criminalità e su quello delle armi nucleari, non mi va affatto a genio. Né mi piace il fatto che incontri simpatizzanti di Obama come David Axelrod, un fallito della sinistra, uno di coloro che avrebbero voluto vedere arrestati fedeli e membri del clero. Prevost deve usare il buon senso, smettere di assecondare la sinistra radicale e concentrarsi sull'essere un Grande Papa, anziché un politico. Questo comportamento gli sta arrecando un danno gravissimo e, cosa ancora più importante, sta danneggiando la chiesa cattolica!".

LA RISPOSTA DEL PAPA

Durante il volo che lo portava in Algeria, il Papa ha risposto a Trump: "Io non ho paura dell'amministrazione Trump, parlo del Vangelo e quindi continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra". Leone XVI ha poi ridimensionato la figura sempre più discussa del presidente degli Stati Uniti:  "Non ho intenzione di entrare in un dibattito con lui".  La CEI, Conferenza Episcopale Italiana, ha espresso il suo appoggio al Papa: "C'è rammarico per le parole a lui rivolte nelle scorse ore dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Il Papa non è una controparte politica, ma il Successore di Pietro, chiamato a servire il Vangelo, la verità e la pace'. In un tempo segnato da conflitti e tensioni internazionali,- osserva la Cei - la sua voce rappresenta un richiamo esigente alla dignità della persona, al dialogo e alla responsabilità". 


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