Trump, "l'Iran non avrà mai l'arma nucleare". La firma del memorandum venerdì a Lucerna

Trump, "l'Iran non avrà mai l'arma nucleare". La firma del memorandum venerdì a Lucerna

Trump, "l'Iran non avrà mai l'arma nucleare". La firma del memorandum venerdì a Lucerna   Photo Credit: Ansa / ABEDIN TAHERKENAREH


16 giugno 2026, ore 16:45 , agg. alle 17:30

Dal G7 di Evian, il tycoon ha affermato che lo Stretto di Hormuz sarà riaperto venerdì senza pedaggi. E a Netanyahu ha chiesto di essere "più responsabile" sul Libano

La firma c'è già stata per via telematica. La sigla ufficiale, con una cerimonia pubblica, dovrebbe arrivare venerdì prossimo a Lucerna, in Svizzera. Sono questi i pochi punti saldi che abbiamo sul memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran. Al momento il testo è riservato ma si rincorrono già numerose indiscrezioni. Sul tavolo ci sarebbero sessanta giorni di tregua, con negoziati che procederanno in due fasi. In un primo momento al centro dovrebbe esserci lo sblocco dello Stretto di Hormuz. In un secondo tempo, invece, verrebbero affrontate le questioni più spinose, dall’allentamento delle sanzioni al nucleare. Donald Trump lo ha ribadito anche nel corso del G7 di Evian: l'Iran non avrà mai l'arma atomica. "È deciso, non la svilupperanno, non la compreranno, non faranno niente" ha detto il tycoon, aggiungendo che altrimenti "subiranno conseguenze inimmaginabili e su di loro si scatenerà l'inferno". 

TRUMP, "HORMUZ RIAPERTO SENZA PEDAGGI"

Il presidente americano ha poi spiegato di avere intenzione di sottoporre l'accordo con l'Iran al Congresso e di voler esporre i punti dell'intesa in una conferenza stampa. Poi ha anticipato che lo Stretto di Hormuz sarà sbloccato a partire da venerdì. "Sarà riaperto senza pedaggi, completamente, non solo per sessanta giorni" ha detto Trump, affermando che Teheran starebbe già rimuovendo le mine. Infine ha espresso ottimismo rispetto alle prossime fasi dell'accordo. Ma i nodi da sciogliere restano, tra cui il Libano. 

IL LIBANO

Questa mattina il ministro degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha chiarito che qualsiasi attacco israeliano in Libano, d'ora in poi, non sarà accettato. Ma ieri Benjamin Netanyahu aveva spiegato che l'esercito resterà nelle "zone cuscinetto" finché "sarà necessario", in Libano, come a Gaza e in Siria. In una conferenza stampa, la prima dopo mesi, il premier israeliano ha affermato infatti che il suo Paese deve continuare a proteggersi. Ha poi cercato di difendere la sua posizione rispetto all'accordo voluto da Trump, che a Tel Aviv non sembra piacere a nessuno schieramento politico. Il capo della Casa Bianca, intanto, da Evian ha espresso la sua frustrazione. "Ho avuto un ottimo rapporto con Bibi ma adesso, nei confronti del Libano, deve essere più responsabile".


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