Un angelo “somigliante” a Meloni accende il caso a Roma: sopralluogo del ministero e polemiche
Un angelo “somigliante” a Meloni accende il caso a Roma: sopralluogo del ministero e polemiche Photo Credit: ANSA/FABIO CIMAGLIA
31 gennaio 2026, ore 19:00
Dopo un restauro a San Lorenzo in Lucina, un affresco con un cherubino dai tratti simili alla premier scatena proteste politiche e l’intervento della Soprintendenza
IL COMMENTO SORPRESO DI GIORGIA MELONI
LA RISPOSTA DEL MINISTERO DELLA CULTURA
LE PAROLE DELLA DIOCESI DI ROMA E DEL RESTAURATORE
La diocesi di Roma ha espresso sorpresa, chiarendo di non essere stata informata di alcuna variazione iconografica. Il rettore della basilica, monsignor Daniele Micheletti, ha spiegato di aver richiesto un restauro che mantenesse l’opera così com’era, ammettendo di aver notato la somiglianza solo dopo la pubblicazione delle immagini. Il Vicariato ha poi precisato che l’intervento, avviato già nel 2023 su un affresco realizzato nel 2000, doveva limitarsi alla pulitura e al recupero cromatico, senza aggiunte o reinterpretazioni. Eventuali modifiche al volto del cherubino, secondo la nota ufficiale, sarebbero quindi frutto di un’iniziativa autonoma del decoratore, non comunicata agli enti preposti. Il restauratore coinvolto, Bruno Valentinetti, ha respinto con decisione ogni accusa. Secondo la sua versione, l’intervento si è limitato a riprendere fedelmente un’immagine già esistente, da lui stesso realizzata venticinque anni fa, senza introdurre elementi nuovi. A suo dire, parlare di un ritratto della premier sarebbe una forzatura mediatica, alimentata da suggestioni e interpretazioni arbitrarie.
INSORGONO LE OPPOSIZIONI
Le opposizioni, però, non arretrano. Il Pd parla di una potenziale violazione grave delle norme di tutela e chiede il ripristino dell’opera allo stato originario, qualora emergano irregolarità. Avs ha evocato il rischio di un culto della personalità incompatibile con una democrazia moderna, mentre il M5S insiste sulla necessità di accertare responsabilità e modalità dei lavori, per evitare che arte e patrimonio storico diventino strumenti di propaganda.
IL VIA VAI DI CURIOSI ALLA BASILICA
Intanto, la basilica è diventata meta di visitatori e curiosi. Davanti alla cappella “incriminata”, i sussurri si moltiplicano: c’è chi giura di riconoscere il volto della premier e chi invita alla prudenza. Alcuni studiosi suggeriscono letture simboliche più complesse, legate all’iconografia dell’Italia personificata, ma il dibattito resta aperto. In attesa delle verifiche ufficiali, un piccolo angelo ha già dimostrato quanto l’arte, anche quando nasce senza clamore, possa innescare discussioni ben oltre le sue intenzioni originarie.
