Un anno dalla morte di Kobe Bryant, a Reggio Emilia dedicano una piazza a lui e a sua figlia Gianna

Un anno dalla morte di Kobe Bryant, a Reggio Emilia   dedicano  una piazza a lui e alla figlia Gianna

Un anno dalla morte di Kobe Bryant, a Reggio Emilia dedicano una piazza a lui e alla figlia Gianna


26 gennaio 2021, ore 17:26 , agg. alle 09:27

L'affetto verso Kobe Bryant sembra aumentare a dispetto del tempo che passa, nuovi omaggi al campione dei Lakers nell NBA, Irving dei Nets in campo con la canotta gialla numero 8

È passato un anno. Al termine di Napoli- Juventus dello scorso campionato di calcio, un vero big match, vinto dalla Juve per 2-1, le tv italiane dedicarono gli spazi più importanti alla scomparsa di Kobe Bryant. La notizia arrivò sul finire del primo tempo, e destò subìto grande sensazione, anche perché nella tribuna stampa del San Paolo è sempre presente una buona quota di appassionati di basket. Ero lì, accanto a me il collega Paolo Pacchioni, che interruppe lo studio, non per un gol, ma per la scomparsa di Kobe.

Un campione, amatissimo in Italia, un po’ meno negli Stati Uniti

Lo schianto dell’elicottero provocò la morte del pilota e degli otto passeggeri, tra cui Joe, proprietario del velivolo e sua figlia Gianna Maria- Onore Bryant di 13 anni, una grande promessa del basket. L’elicottero non era dotato di un dispositivo , in realtà obbligatorio, che avrebbe impedito la collisione. Kobe Bryant aveva giocato sempre con i Los Angeles Lakers, una delle squadre più amate nella storia del basket professionistico americano, ma anche una delle più odiate. Si ritirò nel 2016, con la struggente “Dear basketball”, la lettera d’addio alla sua vita. Che da quel momento cambiò, con Kobe che si dedicò alla famiglia, alla sua Accademy, dove insegnava a danzare con la palla a spicchi. E Bryant stava compiendo anche molte azioni di beneficienza. Il suo lato agonistico, spesso spigoloso e egoista, lasciò spazio al buon padre di famiglia. Noi italiani lo abbiamo sempre amato, al di sopra di ogni dubbio, che pure c’è stato nella sua vita. Kobe è cresciuto in Italia, il padre Joe, venne per giocare in A2 con il Rieti. Passerà anche a Reggio Calabria e Pistoia. Poi due anni in A1 tra le file della Reggiana. Conclusa la carriera agonistica Joe è diventato un allenatore. Queste radici italiane di Kobe, che ha sempre ricordato con amore la penisola, hanno coltivato l’affetto con cui viene ricordato “Mamba”.

Largo Kobe e Gianna Bryant

A Reggio Emilia ora c’è una piazza. Largo Kobe e Gianna Bryant è stato inaugurato questa mattina, a poca distanza dal palazzetto dello sport nella cittadina emiliana dove Joe Bryant giocava e dove si allenava nelle giovanili suo figlio Kobe.

Le macchie, un po’ sbiadite della sua vita

Kobe Bryant  fu colpito da un’accusa di stupro , poi archiviata. Si disse che l’accusatrice fu pagata, ma non fu mai dimostrato. Poi ci fu la delazione, Kobe denunciò alla franchigia Shaquille O’Neil, che era un abituale frequentatore di prostitute, per qualcuno una cosa giusta, per altri non bella. Anche perché tra i due non correva buon sangue. Era un grande realizzatore, un superbo passatore, ma tra i tanti record, Kobe detiene pure quello di essere il giocatore che ha sbagliato più tiri nella storia dell’Nba. Quando era in campo, e lo diceva spesso, pensava di poter tirare sempre lui, meglio di altri.

Dear Basketball da Oscar

Nel 2018, alla 90/a cerimonia degli Academy Awards, vinse l'Oscar del miglior cortometraggio animato, per la versione sullo schermo della lettera con cui aveva dato l'addio alla pallacanestro, "Dear Basketball" realizzata insieme all'animatore della Disney Glen Keane.


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