Vent’anni fa moriva Fabrizio De André, il poeta degli ultimi

Vent’anni fa moriva Fabrizio De André, il poeta degli ultimi

Vent’anni fa moriva Fabrizio De André, il poeta degli ultimi


11 gennaio 2019, ore 08:00

Considerato uno tra i più grandi cantautori di tutti i tempi, conosciuto anche come Faber, soprannome dato dall’amico Paolo Villaggio

Massimo esponente della Scuola genovese con Luigi Tenco, Gino Paoli, Bruno Lauzi e Umberto Bindi, Fabrizio De André ha firmato lavori tremendamente attuali, nonostante la sfida del tempo. Il suo pensiero e le sue opere si sono rinnovate nel passaggio tra generazioni e oggi, in particolar modo, in un’epoca così travagliata, la sua mancanza pesa. Poeta degli ultimi, che ha saputo ascoltare e dare voce agli emarginati, non si considerava cantante, né intellettuale. Tanti i capolavori che potremmo citare, come “La canzone di Marinella”, interpretata prima dalla grande Mina, “senza di lei sarei stato un pessimo avvocato” disse Faber, come lo soprannominò l’amico di sempre Paolo Villaggio. E poi, “Bocca di rosa”, “La guerra di Piero”, “Geordie”, “Via del campo”, “Volta la carta”, “Don Raffaé” e tante altre ancora. Fabrizio De André pubblica il suo tredicesimo e ultimo album “Anime Salve”, realizzato con Ivano Fossati, nel 1997. Al disco, certificato triplo disco di platino, è stata assegnata la Targa Tenco.