World Radio Day 2026, Antonio Marano (Confindustria Radio TV) a RTL 102.5: “Auto senza radio? Vuol dire non essere autonomi nel decidere cosa ascoltare”
World Radio Day 2026, Antonio Marano (Confindustria Radio TV) a RTL 102.5: “Auto senza radio? Vuol dire non essere autonomi nel decidere cosa ascoltare” Photo Credit: ANSA/ANGELO CARCONI
13 febbraio 2026, ore 09:00
In occasione del World Radio Day 2026, il Presidente di Confindustria Radio TV, Antonio Marano, è stato ospite di Non Stop News, su RTL 102.5, in compagnia di Barbara Sala e Luigi Santarelli
Nella Giornata Mondiale della Radio, Confindustria Radio Televisioni avvia la campagna di comunicazione #RadioInAuto, volta a richiamare l’attenzione di pubblico, istituzioni e industria automobilistica sull’importanza di garantire la piena accessibilità della radio in tutti i modelli di auto. Anche RTL 102.5 manderà in onda uno spot radiofonico che valorizza il legame duraturo tra ascoltatori e radio in auto. Per l'occasione, Antonio Marano, Presidente di Confindustria Radio TV, è stato ospite di Non Stop News, su RTL 102.5, in compagnia di Barbara Sala, Ludovica Marafini e Luigi Santarelli per parlare della nuova campagna e della forza - ancora inarrestabile - della radio.
#RadioInAuto
«La radio è libera, ed è sempre stata libera: lo era quando, negli anni Settanta, tanti editori hanno iniziato un’avventura che molti di loro sono ancora qui a raccontare. La loro libertà è la stessa che vogliono offrire ai radioascoltatori, attraverso la radio che hanno in casa o in auto. Avere la radio in auto significa raggiungere circa 35 milioni di ascoltatori al giorno, di cui quasi 30 milioni la seguono proprio mentre viaggiano. Quello che sta accadendo oggi, con le proposte che arrivano dalla tecno-industria, è che la capacità di chi gestisce gli algoritmi o opera in determinati settori industriali sta diventando determinante nelle scelte degli utenti e dei cittadini. Per noi, però, prima ancora del consumatore, viene il cittadino, con la libertà di poter ascoltare e scegliere qualsiasi contenuto. È per questo che stiamo portando avanti questa battaglia, tanto più significativa perché vede tutti gli editori uniti, impegnati in un’unica direzione e con un’unica voce. È uno dei messaggi più importanti che stiamo rivolgendo non solo ai nostri ascoltatori, ma anche alla politica: non siamo contro l’evoluzione tecnologica, ma non può essere la tecno-industria a decidere cosa si deve vedere o ascoltare», dichiara Antonio Marano.
