Spettacoli

102° Arena di Verona Opera Festival. Un Ferragosto speciale con i Carmina Burana

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Author image Redazione Web

15 agosto 2025 alle ore 20:45, agg. alle 18:37

Unica rappresentazione con 400 tra professori d'orchestra sul palco, artisti del coro e voci bianche

I più fortunati, ieri, si sono regalati una serata di Ferragosto unica all'Arena di Verona che ha messo in scena i Carmina Burana di Carl Orff, con 400 tra professori d'orchestra, artisti del coro, preparati dal maestro Roberto Gabbiani, e voci bianche, senza dimenticare una ricca sezione di percussioni e pianoforti. RTL 102.5 è la radio ufficiale del 102° Arena di Verona Opera Festival.
IL RITORNO DEL MAESTRO BATTISTONI
Per quest'unica rappresentazione del 2025 è tornato sul podio Andrea Battistoni, maestro veronese dalla carriera internazionale, attualmente direttore principale della Tokyo Philharmonic e direttore musicale del Teatro Regio di Torino, bacchetta più ricorrente nel condurre il capolavoro di Orff in Arena dalla prima del 2014.

IL CAST

I solisti principali il baritono Youngjun Park, il tenore Raffaele Pe e il soprano Erin Morley. Lo spettacolo, 70 minuti ininterrotti sotto le stelle, di voci e musica è andato in scena con un nuovo disegno luci.

IL RITORNO AL BASSO MEDIOEVO

E' una delle pagine più emozionanti della storia della musica. Aperta e chiusa dalla celeberrima immagine della Fortuna, ruota su cui si alternano i destini dell'umanità. Un mondo sonoro creato negli anni '30 tra sonorità antiche e moderne: una cantata spettacolare tratta dai canti goliardici dei clerici vagantes del Basso Medioevo, scoperti nella biblioteca del monastero bavarese di Benediktbeuern (anticamente Bura Sancti Benedicti), di cui solo vent'anni dopo fu scoperto il modo di interpretare le melodie contenute nella pergamena originale. Da questa raccolta poetica, Carl Orff, compositore e didatta, scelse ventiquattro brani in latino, provenzale, alto tedesco medio e li tradusse in un linguaggio che guardava tanto alle sonorità barbariche e sperimentali di Stravinsky quanto ad un linguaggio tonale più immediato con i mille colori di una strumentazione ricchissima, in un percorso drammaturgico che inneggia all'amore e alle gioie terrene della vita. 

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