A Roma il XV Festival del Verde e del Paesaggio: tre giorni per “Fare Parentele”. Tutte le date...
A Roma il XV Festival del Verde e del Paesaggio: tre giorni per “Fare Parentele”. Tutte le date...
08 aprile 2026, ore 12:35
Ripensare la città. Idee e progetti per trasformare strade, cortili e quartieri
Le città contemporanee hanno separato ciò che un tempo era in relazione: natura, spazio domestico e vita quotidiana. Dal 10 al 12 aprile il Festival del Verde e del Paesaggio in collaborazione con Fondazione Musica per Roma, prova a ricucire questo legame.
Venerdì 10 aprile si apre la XV edizione del Festival del Verde e del Paesaggio: per tre giorni il giardino pensile dell’Auditorium Parco della Musica di Roma si trasforma in un luogo di incontri, esperienze, installazioni e percorsi dove ciascun visitatore può trovare il proprio modo di abitare il paesaggio.
Il tema centrale del Festival 2026 è “Fare parentele” – ovvero osservare, capire e sperimentare come si costruiscono relazioni tra viventi, partendo dalla constatazione che la città non è soltanto un insieme di edifici e infrastrutture, ma un ecosistema abitato da molte forme di vita e che progettare il paesaggio oggi significa lavorare sulle interazioni tra tutti gli elementi che lo compongono. Ognuno dei sei percorsi proposti ai visitatori è un invito a ripensare città, casa e giardino come parti di un unico sistema vivente, in cui alberi, acqua, suolo, insetti e comunità umane partecipano insieme agli equilibri urbani e domestici.
Il Festival si sviluppa attraverso sei percorsi tematici pensati per trasformare questo approccio in esperienze concrete con più di trenta incontri che per tre giorni esplorano un diverso aspetto: fare parentele con la città, fare parentele con casa e giardino e fare parentele tra viventi.
L’installazione ORTO dell’artista Ciriaco Campus accoglie i visitatori all’inizio della passeggiata tra le molte anime del Festival. È uno dei progetti speciali della XV edizione: cumuli di detriti edili formano strutture da cui emergono ortaggi vivi. Un’immagine potente che mette in relazione distruzione e rinascita, suggerendo che anche dalle macerie può nascere una nuova forma di vita.
I SEI PERCORSI
Ripensare la città. Idee e progetti per trasformare strade, cortili e quartieri. Le città non si progettano solo attraverso grandi interventi. Spesso prendono forma grazie ad azioni puntuali che intrecciano il rapporto tra spazio urbano, natura e vita quotidiana. In questo percorso, architetti, urbanisti e paesaggisti mostrano come leggere la città e immaginarne trasformazioni possibili.
Coltivare il giardino. Lezioni e incontri per far funzionare bene un giardino. Giardinieri, botanici, paesaggisti, vivaisti e agronomi spiegano come scegliere le piante, leggere il suolo e prendersi cura di uno spazio verde nel tempo. Il giardino diventa un laboratorio di convivenza tra natura e città, dove ogni elemento contribuisce a creare equilibrio. Una passeggiata tra i vivai, guidata da un garden designer, permette di mettere subito in pratica queste conoscenze.
Abitare la casa. Incontri, idee e pratiche per ripensare luce, piante e clima domestico.
Architetti, designer e progettisti mostrano come la casa sia un piccolo ecosistema: il modo in cui viviamo gli spazi influenza il nostro ritmo, il nostro benessere. Luce naturale, piante, materiali, aria e temperatura contribuiscono ogni giorno all’equilibrio dello spazio domestico. Il verde cittadino non vive solo nei grandi paesaggi che attraversano lo spazio urbano, ma anche nelle terrazze, nei balconi e nei piccoli giardini privati, dove la natura entra nella vita quotidiana e trasforma il modo in cui abitiamo gli spazi.
Qui il Festival propone un’esperienza guidata: insieme a un garden designer e a una interior designer, i visitatori attraversano otto balconi progettati come micro-paesaggi urbani, osservano da vicino luce, piante, esposizione e materiali e scoprono come trasformare anche piccoli spazi in ambienti vivi e abitabili.
Mangiare il paesaggio. Incontri e degustazioni con produttori, chef, vini, fiori e tradizioni per raccontare Roma nel piatto.
IL CIBO E' CULTURA
Sette degustazioni guidate per conoscere i prodotti della campagna romana: “assaggiare” il paesaggio per imparare a riconoscere, dentro un sapore, un luogo preciso, suoli, climi, gesti, saperi, per capire cosa racconta del territorio.
C’è anche uno spazio per i fiori eduli, che non sono un vezzo da chef, ma un ingrediente agricolo vero, con sapori che variano dal piccante al citrico, dall’erbaceo all’amaro. Un Flower Sommelier guida l’assaggio: si osserva il colore, si sente il profumo, si morde il petalo.
PASSEGGIARE TRA I MERCATI
Non semplici aree espositive, ma spazi in cui incontrare chi coltiva, progetta e produce, e capire come cambiano il nostro modo di abitare la natura.
Nello Slow Plants Market, dedicato ai coltivatori indipendenti e sostenibili, 43 vivai accompagnano i visitatori nella scelta di specie adatte al clima, resistenti al caldo e amiche degli impollinatori.
Nell’Outdoor Living Village, con 65 espositori, arredi e oggetti mostrano come ripensare il rapporto tra casa e spazio esterno.
Infine, conserve, infusi, erbe essiccate, formaggi, miele, olio, verdure: 7 coltivatori diretti danno vita con la loro presenza all’Organic Market.
Passeggiare tra i mercati significa scoprire storie, fare domande, trovare ispirazione e portare con sé qualcosa che continuerà a crescere.
Esplorare in famiglia. Lo spazio dedicato alle famiglie e ai più piccoli è ispirato al libro “Il Barone rampante” di Italo Calvino nel quale lo scrittore racconta la storia di Cosimo, il ragazzo che un giorno sale su un albero e decide rimanere per sempre a osservare il mondo da lassù. Tutte le 13 attività proposte prendono le mosse da citazioni del romanzo e invitano bambini e famiglie a osservare la natura come un sistema di relazioni tra alberi, animali, vento e stagioni.
LA GIORNATA DEL VERDE
Come ogni anno, la mattina del 10 aprile, in coincidenza con l’apertura, è dedicata all’iniziativa “La Giornata del Verde” rivolta ai bambini delle scuole primarie di Roma. Studenti e insegnanti partecipano a laboratori e attività pratiche per scoprire da vicino piante, suolo, insetti, acqua e biodiversità urbana. Non ci sono lezioni frontali: i bambini sono invitati a osservare, toccare, riconoscere.
Tra i momenti più attesi - nello spazio dell’Assessorato all’Ambiente di Roma Capitale all’interno del Festival - il confronto sul futuro degli alberi romani con il talk “Roma può diventare più fresca? La sfida delle foreste urbane” e il dibattito su uno dei simboli più iconici della capitale: “I pini di Roma. Simbolo da difendere o paesaggio da ripensare?”, con la partecipazione dell’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi insieme a studiosi e agronomi.
Paesaggio, politiche urbane e cura ecologica sono al centro delle tre giornate di formazione promosse dall’Ordine degli Architetti di Roma e dall’AIAPP.
Gli incontri mettono a fuoco la necessità di ricostruire relazioni tra città e natura, declinate in tre parole chiave: interazioni, alleanze, azioni.
Il Festival del Verde e del Paesaggio si conferma così un osservatorio sulle trasformazioni delle città contemporanee. Le città ci hanno insegnato a separare. Questo Festival prova a rimettere tutto in relazione.
Il Festival del Verde e del Paesaggio è realizzato in collaborazione con Roma Capitale - Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti, insieme ad AMA, OAR - Ordine degli Architetti Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e provincia e AIAPP - Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, che contribuiscono allo sviluppo dei contenuti e del programma.
