Alberto Sordi seduto sulla panchina, ecco come lo ricorda Roma con una statua Photo Credit: Ansa
15 giugno 2026, ore 18:00
"Meritava un riconoscimento di questo tipo, era ora", commenta il sindaco Gualtieri
L'ottavo re di Roma. Ma anche il medico della mutua, il tassinaro. Il vigile. Il borghese piccolo piccolo, il papà in viaggio con il figlio a bordo di una Mercedes anni Ottanta. Questo, ma tanto anche altro. Perché Alberto Sordi - gigante del cinema italiano - per oltre cinquant'anni ha saputo regalare sorrisi e commozione a tutti gli italiani.
E con lui quel 24 febbraio 2003 è morto un pezzo di cinema internazionale. Ora la sua città l'ha omaggiato con una statua. Per la prima volta in Italia Albertone vive nel ricordo del suo amato pubblico in uno dei quartiere di Roma, nel parco di Villa De Sanctis (in zona Casilina a Roma, dove furono girati film come 'Un borghese piccolo piccolo' o 'Il medico della mutua, due capolavori di Sordi).
SORDI SORRIDENTE
L'opera raffigura Sordi seduto al centro di una panchina, che saluta con una mano alzata e il volto sorridente.
"È una statua a misura di cittadino, come era Sordi, quindi uno si può sedere accanto a lui e farci una chiacchierata e guardarsi negli occhi", ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, nel corso dell'inaugurazione, alla quale hanno partecipato anche il presidente del V municipio Mauro Caliste, Gianni Letta, il presidente della Fondazione Museo Alberto Sordi, Giambattista Faralli e gli assessori capitolini Giuseppe Battaglia e Sabrina Alfonsi e l'assessora regionale Renata Baldassarre.
"Sordi meritava un riconoscimento di questo tipo, era ora - ha commentato il sindaco -. Davvero ringrazio il presidente del municipio Caliste che ha avuto l'idea e subito la Fondazione Alberto Sordi che l'ha sostenuta e l'ha realizzata".
La data della presentazione non è casuale: "Oggi sarebbe stato il 106esimo compleanno di Alberto Sordi - ricorda il presidente del municipio V Mauro Caliste - qui da noi ha girato quattro film, da 'Un borghese piccolo piccolo' a 'Il medico della mutua'. Quelli della mia generazione sono cresciuti con i suoi film e la sua romanità"
ALBERTONE: IL SORRISO DEL CINEMA CHE MANCA A TUTTI
Una voce inconfondibile, quel volto espressivo che per decenni ha tenuto compagnia agli italiani regalando capolavori. Al cinema, in tv (quando era ospite di programmi come Domenica in o dalla Carrà), Albertone era l'amico della porta accanto: il romano doc, il "tassinaro", il vigile, il medico della mutua. L'attore che tutti hanno amato ed hanno pianto quando è scomparso dopo una malattia. Ai suoi funerali, celebrati in piazza San Giovanni, arrivarono milioni di persone e tutti ricordano il sonetto che Gigi Proietti gli dedicò.
Indimenticabile il giorno in cui l'allora sindaco Rutelli lo proclamò "Primo cittadino" per un giorno. E poi le sue passeggiate domenicali dalla villa dove viveva (a due passi dal Colosseo) alla chiesa per la santa messa. Tornava rigorosamente prima delle 13.
Chi lo incontrava casualmente, racconta che parlava con tutti, amava il rapporto con il suo pubblico. Era un uomo attento, generoso: la leggenda sulla sua parsimonia fu una trovata giornalistica (come lo stesso Sordi ribadì più volte).
LA RESIDENZA ROMANA DI ALBERTONE
Quella casa, a due passi da Caracalle, è ancora lì. Come se il tempo si fosse fermato a quel 2003. Ed è un museo visitato da migliaia e migliaia di persone, un vero patrimonio per tutti noi. C'è ancora la sua Fiat Tipo parcheggiata all'interno del cortile, ci sono gli abiti, i quadri, i vestiti e lo studio dove Albertone leggeva i copioni e accoglieva gli ospiti. Una casa che ha frequentato a lungo anche Verdone, che con Sordi ha recitato in uno dei film che hanno scritto la storia del cinema: "In viaggio con papà". In quella casa, nel cuore di Roma, c'è tutta la vita di Alberto Sordi (raccontato tra l'altro da Luca Manfredi in una serie tv).
"LA DOMENICA VINCE LA PIGRIZIA"
In una puntata storica di Domenica In, sotto Natale, Sordi raccontò a Pippo Baudo la sua domenica ideale. Il suo racconto, che c'è su Youtube, racconta uno spaccato d'Italia di quegli anni.
"Mi alzo solitamente un'oretta dopo il solito. Vado a messa con una lunga passeggiata e poi mangio. Mangio sempre la stessa cosa: pasta asciutta. Ma cambio formati di pasta: conchiglioni, bomboloni ecc ecc. E poi mi metto sulla poltrona, guardo Domenica in e ci sei tu a condurre. Poi vado a dormire e quando mi sveglio ci sei ancora tu...."
RIASCOLTA SU RTL 102.5 PLAY - Alberto Sordi, un monumento italiano
