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Attentato contro Ranucci, 4 arresti. "Hanno agito con metodo mafioso"

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Author image Mario Vai

30 giugno 2026 alle ore 12:29, agg. alle 12:30

«Adesso bisognerà capire i dettagli di tutta questa vicenda e verificare se ci sono altri livelli», ha commentato il giornalista, ringraziando gli investigatori per il lavoro svolto.

Svolta nelle indagini sull'attentato dinamitardo contro il giornalista Sigfrido Ranucci.

I carabinieri del Comando provinciale di Roma hanno eseguito quattro misure cautelari, tre in carcere e una agli arresti domiciliari, nei confronti dei presunti componenti del commando che la sera del 16 ottobre 2025 fece esplodere un ordigno davanti all'abitazione del conduttore di Report, a Pomezia. 

GLI ARRESTI 

L'esplosione distrusse le due auto parcheggiate all'esterno dell'abitazione e danneggiò il muro di cinta. L'ordinanza, emessa dal gip del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, contesta agli indagati, a vario titolo, i reati di detenzione, porto e utilizzo di ordigno esplosivo, minaccia e danneggiamento, aggravati dall'aver agito in più di cinque persone e con modalità di tipo mafioso. Gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Napoli e Avellino.

Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe agito su incarico di mandanti ancora ignoti, in cambio di un compenso economico. Chi avrebbe commissionato l'attentato avrebbe inoltre fornito fondi, schede telefoniche dedicate, assistenza legale e predisposto un eventuale piano di fuga all'estero per gli esecutori.

LE INDAGINI PROSEGUONO 

Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche tentativi di depistaggio: gli indagati avrebbero effettuato bonifiche per individuare eventuali microspie, distrutto schede Sim e concordato versioni comuni per ostacolare gli investigatori e proteggere i mandanti.

L'inchiesta della Dda di Roma prosegue per individuare i responsabili che avrebbero organizzato e finanziato l'attentato.

Oltre ai quattro arresti, sono in corso numerose perquisizioni nei confronti di altri indagati, sospettati di aver fornito l'esplosivo e il supporto logistico al commando. «Adesso bisognerà capire i dettagli di tutta questa vicenda e verificare se ci sono altri livelli», ha commentato Ranucci, ringraziando gli investigatori per il lavoro svolto.



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