C’è un mondo oltre la coda che scodinzola, storie ed esperienze per imparare a capire il proprio cane: Antonio Puccio ci porta dietro le quinte del suo libro
C’è un mondo oltre la coda che scodinzola, storie ed esperienze per imparare a capire il proprio cane: Antonio Puccio ci porta dietro le quinte del suo libro Photo Credit: "C'è un mondo oltre la coda che scodinzola" di Antonio Puccio, Vallardi
21 gennaio 2026, ore 09:00
Ascolto, presenza e rispetto: tre parole cardine per creare un rapporto saldo e di fiducia con il proprio amico a quattro zampe, ma attenzione anche agli errori più comuni
Si torna nuovamente tra le pagine dei libri, nell’appuntamento infrasettimanale in cui trovano spazio autori e autrici che ci portano alla scoperta dei loro ultimi lavori. Un frangente che va ad affiancarsi agli altrettanto validi spazi del fine settimana, che si articolano tra interviste inerenti le novità della narrativa romanzesca e la rubrica dedicata ai libri da leggere di recente approdo sugli scaffali.
Un momento sempre interessante quello dedicato ai libri, considerando l’infinito potenziale che si nasconde oltre la copertina di ognuno di essi. Volumi preziosi, ognuno a modo suo, e che in alcuni casi possono tornare molto utili anche nella vita di tutti i giorni. Come nel caso, giusto per fare un esempio, del libro di Pasquale Canntà, “Come dal fornaio” (Vallardi), di qualche settimana fa. E come avviene anche quest’oggi con Antonio Puccio e il suo “C’è un mondo oltre la coda che scodinzola”, edito da Vallardi.
Un titolo che è già tutto un programma, e che ci porta all’interno di un argomento di cui pensiamo di saperne abbastanza, ma mai quanto ne vorremmo: gli amici a quattro zampe. Sono sempre più le famiglie che scelgono di condividere un pezzo di vita con i pelosetti, ma siamo davvero sicuri di fare tutto nel modo giusto? Scopriamolo insieme.
C’È UN MONDO OLTRE LA CODA CHE SCODINZOLA, COSA PENSANO I NOSTRI AMICI A QUATTRO ZAMPE?
Ciao Antonio, partiamo dalle presentazioni: cosa troviamo nel tuo libro “C’è un mondo oltre la coda che scodinzola”?
“Nel libro accompagno il lettore dentro la mente del cane. Non è un manuale di “istruzioni”, ma un viaggio fatto di storie vere, esempi concreti e basi scientifiche spiegate in modo semplice. L’obiettivo è aiutare le persone a guardare il proprio cane con occhi diversi, a capirne i bisogni emotivi e a costruire una relazione autentica, fatta di ascolto e consapevolezza.”
Come è nata la decisione di dar vita a questo libro?
“È nata sul campo. Dopo anni di lavoro con centinaia di famiglie mi sono reso conto che molti problemi non dipendono dal cane, ma da ciò che l’umano non sa o non vede. Sentivo il bisogno di lasciare qualcosa di più profondo di un post o di un video: uno strumento che restasse, che si potesse rileggere, sottolineare, interiorizzare.”
Sei molto seguito sui social. Come cambia il tuo lavoro passando dal multimediale al cartaceo?
“I social sono immediati, potenti, ma veloci. Il libro, invece, richiede tempo e lo restituisce. Cambia il ritmo, non il messaggio. Nel cartaceo posso andare più in profondità, accompagnare davvero il lettore in un percorso di comprensione, senza distrazioni. È un dialogo più intimo.”
L’ESSERE UMANO E IL PROPRIO PELOSETTO, ERRORI DA NON FARE E STRATEGIE GIUSTE
Quali sono gli errori più comuni che si fanno con i “pelosetti”?
“Umanizzarli troppo o, al contrario, trattarli come macchine da obbedienza. Spesso si cerca il controllo invece della relazione, il comando invece della comunicazione. Un altro errore enorme è ignorare il linguaggio del cane, i suoi segnali, le sue emozioni. Il cane parla sempre, siamo noi che spesso non ascoltiamo.”
Come si crea un legame forte con il proprio amico a quattro zampe?
“Con la coerenza, il rispetto e la presenza. Un legame vero nasce quando il cane si sente compreso e al sicuro. Non servono scorciatoie: serve tempo condiviso di qualità, esperienze vissute insieme e una guida umana capace di essere calma, affidabile e chiara.”
Guardando al futuro, hai progetti in cantiere? C’è un sogno nel cassetto?
“Sì, ed è un sogno molto chiaro: portare un format televisivo nelle case degli italiani. Entrare nella quotidianità delle famiglie, lavorare con loro e con i loro cani, mostrare che dietro ogni problema c’è sempre una relazione da rimettere in equilibrio. Non un programma fatto di miracoli o spettacolo, ma di trasformazioni reali. Credo che la TV possa essere uno strumento potentissimo per fare cultura cinofila e aiutare davvero le persone. Se succede, non è solo un programma: è un cambio di prospettiva.”
