Caso-Toti, gli Spinelli parlano, Cozzani no. E l’inchiesta si allarga ai dati Covid e alla sanità privata

Caso-Toti, gli Spinelli parlano, Cozzani no. E l’inchiesta si allarga ai dati Covid e alla sanità privata

Caso-Toti, gli Spinelli parlano, Cozzani no. E l’inchiesta si allarga ai dati Covid e alla sanità privata Photo Credit: Agenzia Fotogramma


In questo quadro piuttosto complesso l’opposizione di sinistra insiste nella richiesta di dimissioni del Governatore, ma la Lega fa muro e il viceministro alle Infrastrutture e mobilità Edoardo Rixi lancia l’allarme sul rischio dello stop ai cantieri

Nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione in Liguria l’ex sindaco di Porto Venere e capo di gabinetto di Toti, Matteo Cozzani, ha scelto il silenzio davanti al gip, nell'interrogatorio di garanzia stamani in tribunale alla Spezia. Come il vertice dell'Ente bacini Mauro Vianello, e Francesco Moncada, ex consigliere di amministrazione di Esselunga. L’imprenditore Roberto Spinelli, figlio di Aldo, invece ha risposto per quasi due ore ai magistrati, anche il padre, ritenuto dalla Procura il grande corruttore, ha parlato, e al termine ha affermato, ‘ho detto tutto, tutto, mi merito la libertà’.


L’opposizione

In questo contesto l’opposizione di sinistra insiste nella richiesta di dimissioni del Governatore Giovanni Toti, ma il vicepremier e ministro Matteo Salvini, ai nostri microfoni, ospite a Nsn, dice no, e il viceministro alle Infrastrutture e mobilità Edoardo Rixi lancia l’allarme sul rischio dello stop ai cantieri.

L’inchiesta

Intanto l'inchiesta avviata dalla procura di Genova e dalla dda tocca anche la sanità. Come anticipato oggi da alcuni quotidiani, si tratta di due filoni, uno relativo ai vaccini Covid e uno che riguarda invece presunti finanziamenti illeciti a Toti da parte di imprenditori della sanità privata. Per quanto riguarda il reato ipotizzato di falso, il governatore Giovanni Toti e il suo ormai ex capo di gabinetto Matteo Cozzani, entrambi ai domiciliari, sono indagati per i dati Covid: secondo una delle ipotesi della Procura i numeri sarebbero stati gonfiati per ottenere più vaccini dalla struttura commissariale. Tra le intercettazioni avviate dagli investigatori una in particolare riguarda l'argomento. Le 'cimici' installate nell'ufficio di Cozzani - già sotto indagine per presunta corruzione elettorale - registrano una conversazione. Cozzani sta parlando della difficoltà di ottenere i vaccini: "Il problema qual è stato… che io avevo già truccato, lui li ha presi, cosa è accaduto li ha riaumentati", dice il capo di gabinetto. Quel "lui" è il presidente Toti: "Quando me li ha rimandati gli ho scritto 'ma cazzo presidente, ma sono fuori' e lui ha detto 'ma li ho un po' aumentati' e io 'ma l'avevo già fatto io', e lui 'cazzo dimmelo che l'hai già fatto te, aspetta un secondo'.. vabbè".

Sanità

Secondo filone d'inchiesta invece è decisamente più complesso, e ricalca quello principale. Gli inquirenti stanno infatti indagando sui finanziamenti che imprenditori del mondo della sanità avrebbero elargito ai comitati elettorali di Toti. Manovre del tutto consuete e legittime, ma il sospetto è che in cambio di questi finanziamenti siano arrivati contratti e convenzioni. Il focus è sui finanziamenti alla Fondazione Change superiori ai 40 mila euro effettuati secondo gli inquirenti da alcune realtà attive nel settore sanitario convenzionato e privato. Come Casa della Salute, un network di poliambulatori specialistici controllati dal gruppo Italmobiliare della famiglia Pesenti che in Liguria ha conosciuto un vero e proprio boom. Nato nel 2013, conta oggi 29 strutture che impiegano 900 addetti, fra cui 450 medici. È presente a Bordighera, Ventimiglia, Sanremo, Albenga, Savona, Cairo Montenotte. E ha preso a contribuire con il Comitato di Toti. Il quale ha ricambiato presentando un loro evento nella Sala della Trasparenza della Regione, nel corso del quale sono intervenuti sia lui sia il sindaco di Genova Bucci. Fra i finanziatori anche l'Iclas di Rapallo del gruppo Gvm, Hc hospital e On health care. All'attenzione dei pm di Genova ci sono tre-quattro finanziatori, che si aggiungono alle 20 società operanti in altri settori entrate nei radar dell'indagine per tangenti.



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