Covid, Draghi prosegue i vertici, e il governo va verso la proroga della stretta anti contagio fino all’11 aprile

23 marzo 2021, ore 19:00 , agg. alle 09:26

Una possibile eccezione alle misure restrittive la riapertura della scuola: l'orientamento del ministro Bianchi è quello di far tornare in presenza gli studenti, non solamente i più piccoli, la fascia da 0 a 6 anni, ma anche quelli fino alla prima media

A Palazzo Chi si susseguono riunioni su riunioni. Una delle ipotesi a cui lavora il governo è quella di una 'mini-proroga' della stretta anti contagio di una settimana, ossia dal 6 all'11 aprile. Una possibile eccezione la riapertura della scuola fino alla prima media.


Il capitolo scuola


L'orientamento difatti è quello di di far tornare in presenza gli studenti, non solo i più piccoli, la fascia da 0 a 6 anni, ma anche quelli fino alla prima media. Al ministero dell'Istruzione si lavora su questo fronte tenendo sempre sotto controllo l'andamento dei contagi perché, viene ribadito a più riprese, la situazione è ancora troppo incerta e la prudenza resta la parola chiave. L'obiettivo del rientro in classe, però, è prevalente come ribadito in diverse occasioni dallo stesso ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi. In ogni caso, dopo il 6 aprile - quando scadrà il Dpcm - resterà la suddivisione delle Regioni in colori a seconda del grado di rischio, e gli istituti scolastici resteranno chiusi nelle zone rosse, su questo non trapelano al momento valutazioni diverse. Mentre, potranno riaprire i cancelli delle scuole in zona arancione, gialla e naturalmente bianca. Resterà anche, viene spiegato da fonti qualificate, il limite dei 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti come soglia per far scattare in automatico la chiusura delle scuole. Rimarrà anche la possibilità per le Regioni di intervenire con misure più restrittive, così come già avvenuto, ad esempio, nei casi della Campania o della Puglia dove i rispettivi Governatori hanno optato per la dad per tutti gli studenti, in via cautelativa, quando i dati del contagio nella regione sono stati considerati allarmanti. Per abbandonare la dad, si spera in modo definitivo, si confida nel mese di maggio in cui le temperature più alte ma anche la campagna vaccinale (se ci sarà l'accelerazione auspicata e promessa dal governo e dal commissario per l'emergenza Covid, Figliuolo) potrebbero portare più Regioni in 'giallo' e questo potrebbe restituire le lezioni in presenza ai ragazzi.


La previsione


Dal suo canto il ministro dell’Economia Daniele Franco afferma che il ritorno alla normalità è possibile prevederlo fra maggio e giugno. Quindi, sulle misure di sostegno all'economia il responsabile del Tesoro dice che cesseranno gradualmente verso la fine dell'anno: ma il ministro intravede segnali positivi già dalle prossime settimane. E ha ribadito che l'esecutivo è al lavoro per consegnare alla Commissione di Bruxelles il Piano nazionale di ripresa e resilienza entro fine aprile.


Il fronte giustizia


Intanto, “le riforme della giustizia sono attese da tempo e necessarie”. Sergio Mattarella interviene al plenum straordinario del Csm, il primo a cui prende parte anche la ministra della Giustizia Marta Cartabia, a quasi due anni dal caso Palamara. Da allora molte sono state le promesse di una riforma del Csm, molti anche i passi fatti, ma la nuova norma ancora non c'è. Il Capo dello Stato lancia quindi un nuovo appello, fiducioso che il ministro appena insediato e le Camere giungano a una riforma, come chiesto anche dal vicepresidente dell'organo di autogoverno della magistratura David Ermini. Da parte sua il Guardasigilli Marta Cartabia ha annunciato la sua intenzione di mantenere il testo base dei ddl di riforma del Csm e del processo penale del predecessore Alfonso Bonafede e di intervenire su questi con modifiche affidate a suoi emendamenti. Gli emendamenti vedranno la luce entro la fine del mese di aprile e interverranno sui ddl ora all'esame della commissione Giustizia della Camera.

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