Dall’anima in su, otto storie d’impatto per mostrare ciò che è invisibile agli occhi: Maddalena Crepet ci porta alla scoperta del suo libro

Dall’anima in su, otto storie d’impatto per mostrare ciò che è invisibile agli occhi: Maddalena Crepet ci porta alla scoperta del suo libro

Dall’anima in su, otto storie d’impatto per mostrare ciò che è invisibile agli occhi: Maddalena Crepet ci porta alla scoperta del suo libro   Photo Credit: "Dall'anima in su" di Maddalena Crepet con le illustrazioni di Sergio Kalisiak, Armando Editore


31 gennaio 2026, ore 08:00

Storie brevi ma dalla forte intensità, che godono di un comparto visivo a supporto e che portano lettori e lettrici a confrontarsi con le inquietudini che si annidano nell’animo umano

Muoversi tra gli scaffali delle librerie, al giorno d’oggi, è qualcosa di molto complesso. Non per l’organizzazione, a cui gli addetti ai lavori dedicano grandissima attenzione, cercando di dare un ordine logico e cronologico alle pubblicazioni che fanno bella mostra di sé dai vari ripiani. Bensì per la mole di titoli che ci fanno costantemente “l’occhiolino” da ogni dove, cercando di carpire la nostra attenzione con titoli altisonanti e copertine accattivanti.

Una tentazione costante che ci porta spesso a perdere la bussola, finendo in un vortice d’indecisione che può lasciare spesso insoddisfatti. Come fare dunque per districarsi al meglio e trovare il titolo adatto al proprio specifico palato letterario? I nostri spazi dedicati del sabato e della domenica possono tornare molto utili a tal proposito. Tra selezioni ad hoc nella parentesi dei libri da leggere e approfondimenti con autori e autrici, ce n’è davvero per tutti i gusti.

E un nuovo approfondimento si colloca nella mattina odierna sulle nostre pagine online. A trovarci è passata Maddalena Crepet, autrice di “Dall’anima in su” (con le illustrazioni di Sergio Kalisiak) edito da Armando Editore: una raccolta di storie a cui ci ha introdotto svelandoci un po’ di retroscena.

DALL’ANIMA IN SU, OTTO RACCONTI CHE SCAVANO A FONDO

Ciao Maddalena, ti cedo la parola per le presentazioni di rito: cosa troviamo nel tuo libro, "Dall'anima in su"?

"Dall’anima in su è una raccolta illustrata di otto racconti, ognuno dei quali tenta, attraverso anche la mano sapiente e altrettanto mancina del mio collega illustratore Sergio Kalisiak, di mostrare ciò che è apparentemente invisibile agli occhi: le inquietudini. Cerca di raccontare com’è il non sentirsi mai davvero nel posto giusto, nel proprio angolo di mondo. Lo fa da diverse prospettive, storiche, politiche, culturali."

Com'è nata l'idea di lavorare a questa raccolta di storie?

"È nata da una rivista letteraria online a cui avevamo collaborato sia io che Sergio, io con la pubblicazione di un mio racconto, lui illustrandone un altro. Ci siamo studiati un po’ da lontano, e poi ci siamo messi in contatto. Da lì, dapprima abbiamo pensato di lavorare a quattro mani a un racconto illustrato, e poi abbiamo pensato più in grande, quindi a una raccolta di racconti illustrata. È così nata Dall’anima in su!"

Come dicevi, il libro può contare su un comparto visivo che consta di un'immagine per storia, grazie alle illustrazioni di Sergio Kalisiak. È nata prima la volontà di raccontare storie, arricchendole con immagini, o viceversa? E ci sono state indicazioni specifiche sulla realizzazione delle diverse immagini?

"Allora, in linea di massima il processo creativo è stato questo: io ho finito di scrivere tutti i racconti, e poi li ho inviato in un unico blocco a Sergio. Lui li ha letti attentamente, e si è lasciato ispirare. Gli ho dato completamente carta bianca, non volevo che ci fossero limiti o vincoli di alcun tipo. Su alcuni di questi racconti poi ci siamo soffermati e confrontati un po’ di più, ma è stato tutto molto armonico."

STORIE CHE NASCONO DALLA REALTÀ E CHE PARLANO DI ESPERIENZE CONCRETE

Guardando ai diversi racconti, come sono nati i personaggi? Considerando le particolarità che li contraddistinguono e che li rendono fortemente caratterizzati…

"La maggior parte è tratto da materiale reale, persone che ho conosciuto, storie che ho ascoltato, e che poi ho trasporto narrativamente. Altri sono personaggi che mi hanno colto alle spalle. Se dovessi dirti, così a bruciapelo, uno scenario reale a cui mi piacerebbe rifarmi per un prossimo racconto/lavoro, ti direi senza dubbio il polverone che si è alzato dopo lo “scandalo Signorini”, trovo che tutta la vicenda, con le varie parti, le varie campane, con le varie sfumature che contiene in sé, starebbe metaforicamente molto interessante per veicolare uno spaccato che riguarda soprattutto la mia generazione, oltre che una mentalità tanto dilagante da essere ormai considerata quasi “normale”. Mi piace vedere i protagonisti come dei protagonisti veri e propri. Se si prova a guardare il tutto da una certa distanza, come quella narrativa, non è altro che una commedia, una di quelle che venivano messe in scena nell’antica Roma, o nell’antica Grecia. In fondo, non ci siamo evoluti poi così tanto."

A questo punto direi che hai suscitato una curiosità che chiama a gran voce un ulteriore approfondimento: in che modo lo "scandalo Signorini" potrebbe diventare una storia - sulla falsariga di quelle presenti nel tuo libro? Ora, senza fare potenziali spoiler su un racconto che potrebbe effettivamente diventare realtà nel prossimo futuro, come inquadreresti il tutto?

"Guarda, sempre per rispondere di getto: mi piacerebbe rappresentare la vicenda umana come se fosse un vero, tipico “teatro all’italiana”. Rappresentare i rappresentati dello “scandalo” come fossero i personaggi più chiacchierati di un qualsiasi paesino della provincia. In fondo l’Italia, anche nelle grandi metropoli, rimane un po’ provincialotta, diciamocelo! [ride]. Bene, questi personaggi li proporrei proprio come i classici intramontabili: il farmacista, l’avvocato, il sindaco - che spesso è uno dei due ahahh -, i coniugi panettieri, il meccanico etc etc. Ognuno di loro è sulla bocca dei restanti paesani per qualcosa di, secondo il volgo, molto scabroso, fino a che si scopre che, a guardare bene, tutti sono parte dello stesso teatrino, sono tutti teatranti sullo stesso palcoscenico. Insomma, una roba un po’ pirandelliana, metaforica nel rappresentare, appunto, una mentalità, quella italiana!"

Erano otto racconti fin da principio oppure c'è stata qualche aggiunta oppure qualche limatura? E, tra coloro che troviamo tra le pagine, c'è qualche personaggio a cui sei legata maggiormente?

"Non c’era un numero certo, abbiamo navigato a vista. Alcuni dei racconti erano già nel mio “archivio” del computer, altri li ho scritti ex novo. Sì, certo, in particolare i protagonisti di “Mon amour, une cigarette?” E quelli di “Buco nero”."

Ti faccio una domanda di rito, a cui questa volta potrà essere molto difficile rispondere, visto che si tratta di una raccolta di storie: il tuo libro fosse una canzone e una soltanto, quale sarebbe?

"Ti sorprenderò, ma questa è facile per me: "Via con me" di Paolo Conte, perché è una canzone vitale nella sua estrema malinconia"

Guardando al futuro, c'è già qualche nuovo progetto a cui stai lavorando, o al quale ti piacerebbe lavorare?

"Uhh, una caterva! Principalmente, sto lavorando al mio secondo romanzo, poi vorrei avviare un’altra raccolta di racconti illustrata, dai tratti meno “neri” e più “onirici”, e infine mi piacerebbe moltissimo poter finalmente progettare un podcast, uno dei miei sogni da sempre. Insomma, le idee non mancano, la voglia nemmeno, vediamo..."


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